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Cittadini-scienziati a caccia di onde gravitazionali: le indagini di Virgo diventano partecipative
Ego Virgo e Università di Pisa lanciano una piattaforma online aperta a tutti che consente di contribuire nell'analisi dei dati rilevati dall'interferometro di Cascina. In attesa che a metà dicembre 2022 si riaccendano i "motori" e riparta la raccolta dei segnali dall'universo
L’Osservatorio gravitazionale europeo di Cascina e l’Università di Pisa lanciano GWitchHunters, una piattaforma online con cui i cittadini di tutte le età potranno dare un contributo nell’analisi dei dati del rivelatore di onde gravitazionali Virgo, partecipando a una delle ricerche di frontiera più affascinanti e appassionanti per il grande pubblico. Il portale web, protagonista di questa iniziativa di "scienza partecipata", è sviluppato nell’ambito del progetto europeo Reinforce ed è interamente accessibile anche in italiano. E per chi aderisce entro il 21 febbraio, c’è la possibilità di partecipare a un corso di formazione che si terrà a luglio ad Atene.
E a metà dicembre riprenderà una nuova campagna di raccolta dei dati, coordinata tra l'interferometro toscano Virgo, i due statunitensi Ligo e il giapponese Kagra: si tratta della quarta osservazione coordinata.
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Intanto tutti gli appassionati possono aderire a GWitchHunters: non sono infatti richieste competenze o esperienze specifiche ma solo curiosità e voglia di contribuire. Grazie a GWitchHunters, disponibile anche come app per smartphone, sarà possibile a tutti entrare nel cuore dell’acquisizione dati di Virgo, studiando ad esempio i "glitch", segnali spuri, generati da movimenti sismici, condizioni atmosferiche o altri fenomeni legati all’ambiente o alla stessa strumentazione del rivelatore, che possono inficiare la rilevazione delle onde gravitazionali. Il segnale proveniente dalle sorgenti cosmiche, infatti, è debolissimo, e riuscire a "catturarlo" è come riuscire a sentire cadere un fiammifero in una discoteca. Per fare ciò è necessario identificare e rimuovere la musica, la voce delle persone e tutti gli altri rumori che coprono il suono che si sta cercando. Tra questi rumori, i glitch sono fra i più difficili da eliminare, perché la loro "firma" può assomigliare a quella di un’onda gravitazionale.
La "scienza dei cittadini" (dall’inglese citizen science) o "scienza partecipata" indica una pratica sempre più diffusa nel mondo, che vede il coinvolgimento di tutti nel vivo del lavoro della ricerca scientifica e in particolare dove è richiesta un’analisi attenta e meticolosa di grandi quantità di dati. La partecipazione dei cittadini passa naturalmente attraverso la rete, grazie a piattaforme online, dove, spesso quasi come in un gioco, si impara a riconoscere i dati, per poi accedere direttamente alle rilevazioni degli strumenti, in modo da contribuire ad analizzarle e interpretarle e, in qualche caso, fare vere e proprie scoperte. In questo modo, ad esempio, è stato possibile in passato scoprire nuovi pianeti extrasolari, oppure nuove specie di animali.
“Ai volontari chiediamo di analizzare delle immagini che rappresentano l’evoluzione nel tempo e nella frequenza dei segnali di rumore di Virgo, e di identificare in queste immagini la firma caratteristica dei glitch e classificarne la tipologia. - spiega il professor Massimiliano Razzano dell’Università di Pisa, membro della collaborazione Virgo e coordinatore del progetto di citizen science - Nonostante esistano algoritmi automatici per studiare il rumore, i nostri occhi sono un potentissimo strumento di analisi per distinguere le forme associate ai diversi tipi di segnali. Il contributo degli appassionati ci consentirà di costruire un database di informazioni più completo, che servirà a sviluppare nuovi algoritmi basati sull'intelligenza artificiale e quindi a migliorare ulteriormente le prestazioni del rivelatore”.
GWitchHunters è ospitato su Zooniverse, il più importante portale di citizen science del mondo, ed è disponibile anche per smartphone, scaricando la app di Zooniverse e selezionando il progetto fra quelli proposti.
In poche settimane dal lancio dell’iniziativa, hanno aderito oltre 1500 volontari in tutto il mondo e sono state completate già centomila classificazioni di immagini. “Questo testimonia lo straordinario entusiasmo e la curiosità che circonda la ricerca delle onde gravitazionali. Siamo certi che potremo riscuotere un’attenzione simile anche in Italia e, per rendere ancora più accessibile a tutti il nostro progetto, abbiamo tradotto interamente il sito del progetto anche in italiano”, conclude Razzano.
Inoltre, il progetto partecipa alla Winter Challenge, una sfida in cui tutti coloro che analizzeranno un numero minimo di immagini entro il 21 febbraio potranno partecipare all’estrazione di 4 borse di studio per il Reinforce International Training Course, un corso di formazione dedicato alla scienza partecipata, che si terrà dal 10 al 14 di luglio ad Atene. Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina dedicata alla Winter Challenge.
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