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Aggressione antisemita a un bambino: filmati al setaccio, si cercano altre persone coinvolte
Continuano le indagini sull'episodio che ha sconvolto la comunità. Molte le dichiarazioni di vicinanza di politici e istituzioni
Venturina. A sei giorni di distanza dall’episodio la Procura dei minori sta procedendo sull’ipotesi di “lesioni aggravate dalla finalità di razzismo”. Una telecamera di videosorveglianza delle tre presenti nel parco, teatro dell’aggressione antisemita subita dal dodicenne da parte di altrettanti giovanissimi (si parla di una quindicenne e di una ragazza non ancora quattordicenne e quindi non imputabile) avrebbe ripreso la scena. I militari dell’Arma hanno visionato i filmati, acquisendo alcuni fotogrammi utili a far luce sulla vicenda e individuare eventuali altre persone coinvolte nell’episodio. Intanto, giovedì sera, alla fiaccolata organizzata da Il Tirreno con il Comune di Campiglia, in duemila hanno portato la propria solidarietà alla famiglia del ragazzino, dicendo no al razzismo.
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Fra i presenti anche molti sindaci. «È stata la risposta ferma di tutto un territorio per ribadire il rispetto delle persone, contro ogni discriminazione e ogni forma di antisemitismo», le parole di Daniele Donati, sindaco di Rosignano.
«È importante che le istituzioni promuovano attivamente i valori dell’uguaglianza – dice Francesco Ferrari, primo cittadino piombinese –. Altrettanto essenziale, alla luce dell’età giovanissima dei coinvolti, è la tutela di tutti i soggetti della vicenda».
Il filo rosso che ha legato gli interventi alla fiaccolata è, in effetti, ben riassunto dalle dichiarazioni della sindaca di Campiglia Alberta Ticciati: «Questo non è un processo in piazza e non siamo qui per giudicare».
«Non dimentichiamoci, però, la gravità del fatto – afferma Samuele Lippi, sindaco di Cecina –. Metto a disposizione due posti per il viaggio della memoria per le ragazze, che non vanno perseguitate, ma qualche forma di educazione ci vuole. E se le famiglie hanno le loro colpe, anche la scuola bisogna che insegni certe cose, trasferire certi valori. Meno discorsi e più fatti».
«Eravamo presenti giovedì sera per difendere i valori della memoria e della Resistenza – a parlare è Mario Giannullo, presidente dell’Anpi di Piombino –. Simili episodi vanno fermati. Non solo le famiglie, ma anche la scuola deve praticare l’insegnamento e la conoscenza della storia che va dal 1918 al 1945, il periodo peggiore del secolo scorso. Non criminalizziamo nessuno, ma ai giovani va spiegato il passato e ai ragazzi diciamo: studiate».
«Nella vita ci sono tre grandi virtù, la ragionevolezza, la conoscenza, l’umanità – scrive Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’Anpi, in una lettera inviata al bambino vittima dell’aggressione –. Queste virtù combattono sempre contro tre grandi vizi, l’ignoranza, il pregiudizio, l’odio. E alla lunga vincono. Guarda avanti e studia. Sii orgoglioso di quello che sei, delle convinzioni e delle tue tradizioni. E sappi che non sei solo, Hai una vita davanti; hai l’età in cui si comincia a sognare; il mondo, nonostante tutto, è bellissimo».
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