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il caso 

La Superior fa scuola: alberi piantati in Brasile per compensare la CO2 prodotta a Santa Croce

Stefano Caponi, amministratore delegato della conceria Superior
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Stefano Caponi, amministratore delegato della conceria Superior

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A Santa Croce sull’Arno si produce anidride carbonica, ma contemporaneamente si piantano - in Brasile - gli alberi necessari ad assorbirla.

È questa l’idea che ha permesso di raggiungere l’ultima e più singolare delle certificazioni ottenute da una conceria del distretto toscano.

Si tratta della Superior di Santa Croce, specializzata nella produzione di pelli di lusso per l’alta moda, che da oggi è la prima al mondo a poter vantare la certificazione Carbon Neutral.

Dopo aver calcolato le proprie emissioni di gas serra e promosso uno studio di fattibilità per ridurle, in particolare ottimizzando l’uso di energia, l’azienda toscana ha deciso infatti di compensare queste emissioni attraverso l’utilizzo di crediti di carbonio certificati.

In pratica, significa che l’azienda toscana va a supportare il progetto Fazenda Nascente do Luar, sviluppato per sostenere la riforestazione del bioma Cerrado, la savana tropicale più ricca di biodiversità al mondo, localizzata nello stato del Mato Grosso do Sul in Brasile, regione dove l’allevamento intensivo e l’agricoltura hanno causato prima la deforestazione, poi la degradazione del suolo di vaste aree che prima erano coperte da una densa savana.

Il progetto di riforestazione ha portato alla nascita di un nuovo tipo di paesaggio, caratterizzato da un mosaico composto da foresta naturale e foresta piantata, in cui le aree riforestate permettono la riconnessione della savana naturale fungendo da corridoi biologici.

Sostenendo questo progetto, Superior punta ovviamente a distinguersi nella sfida verso la sostenibilità ambientale del distretto.

«La mia visione da imprenditore - spiega l’amministratore delegato Stefano Caponi - è stata quella di creare un equilibrio tra i benefici a medio e lungo termine, garantiti da progetti di innovazione industriale ed efficientamento energetico, con l’investimento in carbon credits che sarà efficace da subito».

«Parallelamente, collaborando con agenzie di consulenza specializzate - continua Caponi - puntiamo ad avere un’idea aggiornata sull’impatto della nostra attività in termini di emissioni di carbonio equivalente. A fronte dei risultati ottenuti verrà sviluppato un progetto per ottimizzare le attività e di conseguenza diminuire le nostre emissioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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