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Pfizer e Moderna, la corsa per fare il vaccino anti-Omicron: il piano per combattere la viariante

Mario Neri
Pfizer e Moderna, la corsa per fare il vaccino anti-Omicron: il piano per combattere la viariante

Dopo l’annuncio fatto dal generale figliuolo al “Tirreno”. Obiettivo: produrre un richiamo mirato, ma nell'attesa puntare sui sieri multivalenti che incrociano più coperture

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FIRENZE. Se Omicron sta correndo molto più veloce di quanto immaginassimo, Big Pharma sta già provando a fare meglio di lei. Sì, è già scattata la corsa ai vaccini adattati alle nuove varianti, perfino quella per creare un preparato capace di schermare la mutazione speedy Gonzales venuta dal Sudafrica. Sia Pfizer e Moderna hanno già annunciato di essersi messe al lavoro per creare il nuovo vaccino capace di segnare la nuova fase della lotta al Covid.

Ed è probabile che con una di esse o addirittura entrambe l’Italia abbia già stretto accordi per ricevere i nuovi vaccini, come rivelato dal generale Francesco Figliuolo al Tirreno. Il lavoro sul «booster», come racconta l’agenzia Bloomberg, per Pfizer è iniziato il giorno dopo il giorno del Ringraziamento il 25 novembre nello stabilimento di Andover, Massachusetts, proprio mentre l’Organizzazione mondiale della sanità stava designando un nuovo ceppo di coronavirus, Omicron. Obiettivo: produrre un richiamo adattato a neutralizzare il virus nella sua variante mutata in meno di 100 giorni. Si sa che i primi studi su Omicron sono incoraggianti. Sebbene sia capace di ridurre l’efficacia della terza dose fra il 50%, svilupperebbe una malattia con sintomi lievi.

I ricercatori sono allarmati dalle oltre 30 mutazioni della Spike che facilitano l’ingresso del coronavirus nelle cellule. I cambiamenti rendono più difficile per gli anticorpi distruggere la variante. Per questo sia Pfizer e BioNTech che il concorrente Moderna hanno iniziato subito a studiare un vaccino adattato. Dan Staner, vicepresidente e responsabile del ramo europeo di Modcerna, ha dichiarato a Repubblica che l’azienda sta già testando un vaccino per Omicron e che potrebbe rilasciarlo in tre mesi, ma molto dipenderà da che tipo di sperimentazioni chiederanno di attuare le agenzie regolatorie. Un vaccino anti-Omicron potrebbe essere pronto per giugno. Nel frattempo punteranno su vaccini multivalenti che incrociano la copertura di Delta e Beta, o di Beta e il ceppo di Wuhan, poiché mutazioni chiave di Omicron sono contenute dalle une e dalle altre. Il ceo di Pfizer Albert Bourla ha deciso quasi immediatamente di iniziare la produzione su larga scala di un «booster» per Omicron. La casa farmaceutica a inizio dicembre ha dichiarato di lavorare per rilasciare il vaccino entro marzo.

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