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Dalla Pop art ai “palloncini” di Koons e l’Annunciazione vista dalle donne: le mostre in Toscana
Le icone di Andy Warhol a Pontedera, Pisa celebra Keith Haring, Turandot e Galileo Chini a Prato
I “palloncini” di Koons e la luce dei caravaggeschi. Le icone di Warhol e gli omini di Haring. La grande arte è protagonista in Toscana nel periodo natalizio con importanti mostre, alcune delle quali resteranno aperte anche il giorno di Natale. Ecco una selezione.
LE ICONE DI WARHOL
A tutto pop con “Andy Warhol. Icons! ” al Palp di piazza Curtatone e Montanara a Pontedera: oltre 140 opere del più pungente interprete della società di massa, testimone variopinto delle icone del suo tempo. Warhol fotografo, regista, designer e illustratore, padre della Pop Art che ha trasformato in icone la Coca Cola, Elvis Presley, la Campbell’s Soup, Liz Taylor e Marilyn Monroe, il biglietto del dollaro e Jackie Kennedy. La mostra racconta il suo percorso professionale presentandone i capolavori di ogni periodo: l’incredibile vita di un uomo, personaggio e artista, che ha cambiato i connotati del mondo dell’arte, ma anche della musica, del cinema e della moda. Fino al 20 marzo. Biglietto 12 euro. Orari: 10-19, chiuso lunedì (24 e 31 dicembre 10-13; Natale chiuso; 1° gennaio 15-19).
GLI OMINI DI HARING
Pisa omaggia un altro grande dell’arte contemporanea che di Warhol fu amico e allievo: Keith Haring, universalmente riconosciuto tra i padri della Street Art e autore del celebre murale “Tuttomondo” che realizzò su una parete esterna della chiesa di S. Antonio nel 1989 durante il suo soggiorno nella città toscana. A Palazzo Blu, in lungarno Gambacorti, fino al 17 aprile sono in mostra per la prima volta in Europa oltre 170 opere provenienti dalla Nakamura Keith Haring Collection, la collezione personale di Kazuo Nakamura dal museo dedicato all’artista, in Giappone. Dai colori gioiosi e vivaci, i lavori di Haring sono familiari e noti anche a chi non conosce la sua breve parabola artistica – è morto nel 1990 a 32 anni – perché i suoi omini stilizzati e in movimento, i suoi cuori, i suoi cani e i suoi segni in generale fanno parte del bagaglio di immagini pubbliche e non solo, in tutto il mondo, e lo hanno reso un simbolo della cultura e dell’arte pop degli anni Ottanta. Ingresso 3 euro. Apertura: 10-19 dal lunedì al venerdì, 10-20 sabato, domenica e festivi.
I “PALLONCINI” DI KOONS
Si resta nel contemporaneo con “Shine”, la mostra di Palazzo Strozzi – tra le tante di vario genere in corso a Firenze – dedicata a Jeff Koons, una delle figure più importanti e discusse dell’arte di oggi. È l’artista vivente più caro al mondo con le sue sculture in acciaio che sembrano palloncini: nel 2019 “Rabbit” – di cui una copia è in esposizione – è stato venduto per 91 milioni di dollari, sei anni prima “Balloon Dog (Orange)” era stato aggiudicato per 58,4 milioni di dollari. Nell’idea di “lucentezza” (shine) il principio chiave delle sue sculture e installazioni che mirano a mettere in discussione il nostro rapporto con la realtà, ma anche il concetto stesso di opera d’arte. Fino al 30 gennaio; apertura tutti i giorni dalle 10 alle 20, il giovedì fino alle 23. Biglietto 15 euro.
I PITTORI DELLA LUCE
Caravaggio e Pietro Paolini, il più caravaggesco dei pittori: sono le star della mostra “I pittori della luce” che, a cura di Vittorio Sgarbi, sarà visibile fino al 2 ottobre nell’ex Cavallerizza di piazzale Verdi a Lucca. In esposizione più di cento dipinti, tra i quali il “Seppellimento di Santa Lucia” di Caravaggio, “Adorazione dei pastori” di Rubens e oltre venti di Paolini. Tutti i giorni dalle 10 alle 20, biglietto 12 euro.
RAGGHIATI E LEVI
A Lucca, inoltre, inaugura domani e sarà aperta fino al 20 marzo la nuova mostra della Fondazione Ragghianti, allestita nella sede di via San Micheletto. Nella ricorrenza dei quarant’anni dalla costituzione della Fondazione, la mostra è dedicata al suo creatore, il celebre critico d’arte lucchese Carlo Ludovico Ragghianti, e alla sua amicizia con Carlo Levi, scrittore, pittore e uomo politico. A documentarla foto, lettere, testi, documenti, quadri e ritratti. Ingresso 5 euro, da martedì a domenica 10-13, 14, 30-18, 30 (25 dicembre chiuso).
DONNE DEL FUTURO
A Prato, museo di palazzo Pretorio, fino al 27 febbraio resterà aperta “Hi Woman! La notizia del futuro”: 22 artiste provenienti da tutto il mondo si sono cimentate sul tema dell’Annunciazione con dipinti, sculture, video e installazioni musicali. «La trasformazione pop del saluto dell’angelo Gabriele a Maria – sottolinea il curatore Francesco Bonami – proiettato nella contemporaneità. Le artiste in mostra ci annunciano messaggi diversi, misteri lontani e realtà vicine, ognuna con un lavoro potente e significativo capace di sostenere il confronto e il dialogo con i maestri dell’antichità». Tutti i giorni (eccetto martedì) dalle 10, 30 alle 18, 30. Ingresso 8 euro.
TURANDOT E L'ORIENTE
L’altra esposizione pratese – “Turandot e l’Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba” – è allestita al museo del Tessuto in via Puccetti e si potrà visitare fino al 23 gennaio. Mostra inedita, suggestiva, multidisciplinare e di ampio respiro, ricostruisce il contesto che portò Giacomo Puccini a scegliere Galileo Chini per la realizzazione delle scenografie per la Turandot, andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 25 aprile 1926, diretta da Arturo Toscanini. Si possono ammirare, tra l’altro, tessuti, costumi, maschere teatrali, porcellane e sculture della collezione Chini, le scenografie dell’opera e più di trenta abiti di scena della prima scaligera. Biglietto 10 euro. Orari: martedì, mercoledì e giovedì 10-15; venerdì e sabato 10-19; domenica 15-19; lunedì chiuso (25 dicembre chiuso; 1 e 6 gennaio 15-19).
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