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A Natale 5 regioni gialle E si va verso la proroga dello stato di emergenza
Contagi aumentati sei volte da ottobre a dicembre e impennata di ricoveri Il governo anticipa quasi due miliardi per farmaci anti-Covid e vaccini
Ilaria Bonuccelli
Lo stato di emergenza verrà (quasi sicuramente) prorogato oltre il 31 dicembre. C’è da capire se solo di un mese – gennaio 2022 – come sembra intenzionato il governo (a maggioranza) o se un po’ di più. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa propone almeno tre mesi. Anche perché gli ultimi dati dei contagi anticipano che per Natale ci potrebbero essere in giallo cinque regioni e una provincia a statuto speciale, in base alla percentuale di persone ricoverate in terapia intensiva (+10% dei letti disponibili) e nei reparti Covid ordinari (+15% dei letti disponibili in area medica). Ma la decisione verrà presa più a ridosso di fine anno. Quando sarà ancora più chiaro l’andamento del contagio.
Tuttavia, il governo già si attrezza: infatti nell’ultimo consiglio dei ministri ha stanziato quasi 2 miliardi per l’acquisto di vaccini e farmaci per la prevenzione e la cura del Covid, in modo da non far affondare i bilanci delle Regioni. Che, oltretutto si preparano a una grande campagna vaccinale dei bambini, anche dai 5 agli 11 anni, non immuni dall’infezione.
25 milioni di dosi
Il governo, quindi, si sta organizzando per non farsi trovare impreparato di fronte a un’ondata pesante di contagi. Il generale Francesco Paolo Figliuolo, a capo dell’unità che gestisce l’emergenza anti-Covid, annuncia che ci sono 25 milioni di dosi per vaccinare gli italiani da ora a fine anno e che altre due milioni di dosi Pfizer verranno aggiunte. Di fatto sarà disponibile ogni giorno oltre un milione di iniezioni al giorno per vaccinare: sia per terza dose, che per i bambini, sia per chi abbia deciso di vaccinarsi per la prima volta.
piú fondi dal governo
Per sostenere questa campagna, il consiglio dei ministri ha appena deciso di anticipare 1 miliardo e 850 milioni stanziato per il 2020 per l’acquisto di vaccini e farmaci anti-Covid, oltre a 49 milioni da destinare alle forze armate che, soprattutto nel periodo festivo, verranno utilizzate per i controlli (rafforzati) sul Green pass e sul Super Green pass, in modo da verificare che circolino le persone vaccinate o che risultano negative al virus.
verso il giallo
Questo è elemento fondamentale, visto l’andamento dei contagi. Non è solo che la diffusione dell’infezione è aumentata di sei volte da ottobre all’inizio di dicembre. È che, in base ai dati raccolti da Agenas, l’Agenzia nazionale della sanità, rischiano di scivolare verso il giallo a Natale la provincia di Trento, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche e Veneto. In questa provincia e in queste Regioni, infatti, è superata la soglia del 10% di occupazione dei posti letto in terapia intensiva. Inoltre, nella provincia a statuto speciale di Bolzano, in Valle d’Aosta e Calabria si accende l’allerta perché è superata la soglia del 15% di occupazione dei posti letto Covid in area medica.
GLI ATTUALI CONTAGI
A questa situazione si aggiunge il dato quotidiano che rivela il contagio in continua crescita. In Italia, nelle ultime 24 ore sono stati 12.527 i nuovi casi di registrati con 79 nuovi decessi. Non è tanto questa cifra a preoccupare quanto il tasso di positività che è salito in 24 ore dal 3,2% al 4%. Anche la Fondazione Gimbe, che monitora l’andamento della pandemia, osserva un fenomeno analogo: nell’ultima settimana sono aumentati del 22,4% i nuovi casi rispetto alla settimana precedente, come sono cresciuti del 12% i decessi, del 16,3% i ricoveri nei reparti ordinari e del 13,6% quelli nelle terapie intensive. Ecco perché ci sono regioni e province che a Natale potrebbero ritrovarsi in giallo. «Con il trend attuale di crescita dei nuovi casi, anche se l’impatto sugli ospedali è “ammortizzato” dai vaccini, nelle prossime 4 settimane diverse regioni cambieranno colore», sottolinea il presidente della fondazione Gimbe Nino Cartabellotta.
E sono cinque anche le regioni sopra quota mille nuovi contagiati: Veneto (+1.928 casi con tasso 5,3% ), Emilia-Romagna (+1.656 casi con tasso 7,7%), Lombardia (+1.486 casi con tasso 3%), Lazio (+1.376 con tasso 5% ) e Piemonte ( tasso 2,5%).
Boom di Vaccini
Arrivano questi dati malgrado il “boom” dei vaccini negli ultimi 7 giorni, spinti anche dall’entrata in vigore del Super Green pass necessario per andare al cinema, al ristorante e per svolgere moltissime attivit. Sempre secondo la fondazione Gimbe nell’ultima settimana sono stati 223mila prime dosi con una crescita del 31,7%. Le terze dosi fanno registrare una vera e propria impennata: 2,6 milioni di richiami in 7 giorni e un aumento del 52,6%.
nuovi rimedi
Eppure non basta a fermare la pandemia. Il vaccino serve a ridurre i contagi gravi, senza dubbio. Ma non a fermare la circolazione del virus, anche a causa della variante Omicron che, comunque – dice Nicola Magrini, direttore generale di Aifa, Agenzia italiana del Farmaco – si sta mostrando meno pericolosa del previsto e pur essendo destinata a diventare prevalente riusciremo a gestirla». In ogni caso, per aumentare le possibilità di cura, oltre ai vaccini si lavora ad altri farmaci. Comprese le pillole antivirali di Merck e Pfizer che «saranno disponibili in Italia verosimilmente a partire da fine gennaio» annuncia lo stesso Magrini, in audizione in commissione Sanità al Senato.
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