Italia
Gkn, c’è un accordo sul piano: nuovo stop ai licenziamenti
Ministero dello Sviluppo economico pronto a supportare il consulente dell’azienda I sindacati: «La vertenza non è finita, servono garanzie su lavoro e produzione»
FIRENZE. Il ministero dello Sviluppo economico si dice pronto a supportare il piano di reindustrializzazione a cui sta lavorando il consulente nominato da Gkn per garantire un futuro allo stabilimento di Campi Bisenzio. L’azienda, da parte sua, «ha dichiarato di essere disposta a trasferire tutte le azioni a Francesco Borgomeo (l’advisor, ndr) e conseguentemente a non avviare una nuova procedura di licenziamento per tutta la durata del negoziato sindacale con la potenziale nuova proprietà», dichiarano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm e Davide Materazzi, segretario della Uilm Firenze. Si riparte da qui, nella vertenza Gkn. Dall’annuncio di una (nuova) sospensione dei licenziamenti «per due settimane», dicono Daniele de Palma, segretario nazionale Fiom Cgil, Daniele Calosi, segretario Fiom Firenze e Silvia Spera, Cgil. E da un (altro) percorso da intraprendere.
Il tutto è emerso nel corso del tavolo di ieri convocato dalla viceministra Alessandra Todde a cui hanno partecipato, oltre ad azienda, sindacati ed enti locali, anche il responsabile delle crisi del ministero Luca Annibaletti e Roberto Rizzardo di Invitalia.
Ricordiamo che Gkn qualche giorno fa ha inviato ai dipendenti una lettera in cui ha comunicato loro di voler riavviare la procedura di licenziamento collettivo, senza però inviare ufficiale comunicazione ai sindacati, passaggio indispensabile per l’inizio della procedura stessa. Dopo tutto ciò il consulente dell’azienda, Francesco Borgomeo ha spiegato, nel corso di un incontro, quale fosse il contenuto di due delle manifestazioni di interesse giunte per acquisire lo stabilimento: cioè la sua riconversione alla produzione di macchinari per l’industria farmaceutica o a quella di componenti per l’industria delle energie rinnovabili. Borgomeo si sarebbe anche detto aperto alla possibilità di rilevare la fabbrica per poi cercare, eventualmente altri soggetti. Bene, il ministero dello Sviluppo economico è pronto «a supportare questo percorso di transizione proposto dall’advisor – ha sottolineato Todde –. E Invitalia sarà disponibile a valutare come sostenere il progetto». E, stando a quanto emerso al tavolo di ieri, Gkn si è detta d’accordo, per il momento, a non riavviare la procedura di licenziamento. E se la Uil parla «di una novità importante», Dario Salvetti, delegato Rsu chiede «un ruolo di Invitalia e dello Stato» in un percorso che garantisca «la continuità produttiva, occupazionale e il mantenimento dei diritti acquisiti in questi anni». Perché, dicono Fiom e Cgil, «servono elementi di garanzia e di trasparenza per consentire il traghettamento degli impianti e dello stabilimento da al nuovo soggetto industriale con la riassunzione di tutti i lavoratori».
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