Obbligo di mascherina all’aperto, quasi pronta l'ordinanza a Firenze. Salvetti: "A Livorno solo se lo decide il governo"
L'unica città toscana ad aver fatto scattare la stretta è Arezzo. A Viareggio Del Ghingaro: "Ci rifletto seriamente". Nelle altre città per ora i sindaci restano sul "Ni"
FIRENZE. Massimo Ghinelli, sindaco di Arezzo, ha bruciato tutti. Perfino Beppe Sala, che introdurrà a Milano l’obbligo di mascherina all’aperto da sabato.
«Giani chiede ai sindaci di farlo? Ci vorrebbe più coraggio, da parte di tutti. Io ce l’ho avuto per primo in Italia», dice il primo cittadino aretino, che così da venerdì scorso conta di scongiurare un balzo nella curva che potrebbe determinare la Città del Natale, la manifestazione tradizionale che nella città del Petrarca solo nel primo fine settimana ha attirato 40mila turisti. Dopo di lui, in Toscana è stato Dario Nardella a rilanciare. Palazzo Vecchio sta già preparando un’ordinanza. Sto valutando l’obbligo all’aperto anche in zona bianca perché sotto Natale ci saranno tanti assembramenti». La misura dovrebbe scattare nel primo weekend di dicembre. Indossare la mascherina all’aperto sarà un obbligo nel centro, nelle vie dello shopping, nei centri commerciali naturali e nei mercati, non nei parchi pubblici.
Ma nella scia del capoluogo per ora non si sono infilati in molti. Anzi, il grosso dei sindaci dei centri più importanti in regione prende tempo. Qualcuno, come Del Ghingaro a Viareggio, Tomasi a Pistoia, e Tambellini a Lucca, ci sta riflettendo. Ma ancora non ha deciso. Altri aspettano che a varare un’ulteriore stretta salva-Natale, sia il governo.
«L’ho presa in considerazione e non critico chi sceglie di adottare l’obbligo. Ma in questi due anni ho sempre seguito la catena di comando che parte dal comitato scientifico e dal governo. A meno che non esplodano cluster, aspetterei. Deve esserci una valutazione oggettiva degli esperti, a quel punto non esiterei. Rischieremmo di disorientare i cittadini se dessimo l’impressione di agire per sensazioni», dice il livornese Luca Salvetti. «Ci stiamo riflettendo – dice invece Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca – ma per il momento i dati epidemiologici sui Lucca sono buoni, non vorrei accentuare un disagio».
Quello dell’obbligo di mascherina sembra essere un tema trasversale tra i partiti. Così anche a Pistoia, Alessandro Tomasi, sindaco di centrodestra, ammette di riflettere, «anche se in questa fase i timori maggiori riguardano le grandi metropoli. Da noi gran parte dei cittadini, nei mercati, indossa già la mascherina e forse un provvedimento del genere avrebbe più senso in estate, nella stagione del blues, quando abbiamo più turisti». Ci sta «riflettendo seriamente, soprattutto per le feste», il viareggino Giorgio Del Ghingaro. Antonfrancesco Vivarelli Colonna a Grosseto varerà certamente una stretta «se la Toscana finisse in zona gialla».
Cauto Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana: «Per ora non è nulla di più che un'ipotesi. Al momento non è previsto Però non si può mai escludere nulla».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
