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IL DOLORE DELLA COMUNITà 

Fiori e peluche per le vittime «Sarete sempre i nostri angeli»

Stefania Piscitello
Fiori e peluche per le vittime «Sarete sempre i nostri angeli»

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sassuolo (Modena). L’intera comunità sassolese è sotto shock dopo la tragedia di mercoledì: un uomo, il 38enne Nabil Dhahri, ha ucciso con un coltello la sua ex compagna, Elisa Mulas, i due figli Ismaele e Sami di due e cinque anni, la suocera 64enne, ex dipendente comunale Simonetta Fontana, e poi si è tolto la vita. Lì, al terzo piano di una palazzina al civico 28, ieri le serrande erano tutte abbassate, mentre le forze dell’ordine per tutto il giorno hanno continuato a lavorare. Quello che per ora si sa è che dopo i primi rilievi, per rendere più agevole il recupero delle salme, quei cinque corpi senza vita sono stati stesi uno a fianco dell’altro, sul pavimento. Vicino all’ingresso dell’appartamento dove il fratello della 43enne Elisa, Enrico Mulas, ha per primo visto il cadavere di Nabil in una pozza di sangue. Recatosi nella casa della madre perché nessuno rispondeva al telefono né al citofono, Enrico ha subito dato l’allarme: «Sono andato su perché ho le chiavi - così ha detto a caldo a poche ore dall’episodio - e quando ho aperto ho visto il primo corpo. Speravo che ci fosse solo quello. Non sono andato più avanti».

Elisa Mulas si era trasferita da un mese in quella casa insieme ai suoi tre bimbi; i più piccoli e la 11enne, che proprio perché si trovava a scuola si è salvata. A lei in queste ore va il pensiero della comunità di Sassuolo, la Procura l’ha posta sotto protezione, visto che al padre che a sua volta minacciò Elisa è stata tolta la potestà genitoriale. Il sindaco ha aperto una raccolta fondi e tanti stanno già contribuendo.

La mamma Elisa era andata ad abitare con la madre, che viveva col nonno di Elisa, un 97enne malato, unico sopravvissuto alla strage. È da chiarire se l’uomo possa avere assistito al delitto, e se possa testimoniare; Renzo Fontana infatti era da poco stato dimesso da una casa di riposo ed è allettato. Ed è proprio per questo che i vicini, quando hanno sentito uno strano rumore, hanno pensato potesse trattarsi proprio del 97enne. Dalle testimonianze emerge un altro aspetto inquietante: «I giorni precedenti - dice la vicina Rosa Zampetti - ho notato che Nabil faceva avanti e indietro per il viale. Aveva l’aria sospetta, sembrava quasi che la stesse pedinando o comunque che volesse farle sentire la propria presenza. Ieri mattina (mercoledì, ndr), li ho visti parlare in modo acceso». «Da quando Elisa si era trasferita qui - racconta invece un’amica - aveva tutta un’altra luce negli occhi. Ricordo di una volta in cui lei era in visita da me e ricevette una chiamata da Nabil che era con i bambini e si lamentava perché facevano confusione. Le disse “vienili a prendere subito che non ce la faccio più”». Recentemente Nabil aveva contratto il Covid e pare che negli ultimi tempi avesse scoperto di essere affetto da un brutto male. Tra le ultime persone ad avere visto Nabil poco prima del dramma, potrebbe esserci il barista del “Caffè 900” che dista pochi metri dalla casa di Elisa: «Lui è venuto verso le 14 - raccontano dal bar - e ha comprato una bottiglietta d’acqua. Sembrava tranquillo».

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