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il cold case

Omicidio Cella, la polizia diffonde stralci di telefonate. "Eravamo in 5, non so perché le altre non parlano"

Una foto d'archivio di Nada Cella
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Una foto d'archivio di Nada Cella

L'obiettivo è identificare la persona che, il 9 agosto del 1996, era all'altro lato della cornetta

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GENOVA. Nell'ambito delle indagini relative all'omicidio di Nada Cella, la Procura di Genova ha autorizzato la Squadra Mobile alla diffusione di stralci della conversazione telefonica anonima del 9 agosto del 1996, al fine di identificare l'ignota interlocutrice. Si tratta di due file di pochi secondi: in uno la donna di cui non si conosce l'identità dice "Io non so perchè le altre non parlano: eravamo in 5". Nel secondo audio, si sentono frasi quali "A me il sospetto è venuto al pomeriggio, quando ho saputo" e "Ce l'ha l'ardire quando dice 'spacco la testa in due'".

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L'omicidio della 25enne Nada Cella è uno dei cold case italiani ancora aperti: era avvenuto a Chiavari il 6 maggio del 1996, nello studio del commercialista Marco Soracco. Qualche giorno fa la Procura aveva indagato per l'omicidio Annalucia Cecere, oggi 53enne, segnando una svolta nella vicenda. Nei giorni scorsi era stato sequestrato anche un motorino custodito in un garage Boves, in Piemonte, lo stesso che Cecere utilizzava quando viveva nel Tigullio, negli anni 90. Il garage è nella villetta dove oggi la 53enne vive col marito. L'ipotesi degli inquirenti è che Cecere, all'epoca del delitto 28enne, abbia ucciso Nada mossa dalla gelosia. Anche il commercialista Soracco, insieme alla madre Marisa Bacchioni, è stato a sua volta iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di false dichiarazioni ai pm.

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