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graziano bruno, operatore socio sanitario 

L'operatore socio sanitario: «Ho detto no al posto pubblico, così posso dedicarmi ai figli»

Graziano Bruno
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Graziano Bruno

Quando l’hanno chiamato per lavorare in ospedale, posto sicuro e ben remunerato, Graziano Bruno ha risposto di no, senza pensarci

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Quando l’hanno chiamato la prima volta ha risposto di no, senza pensarci. Tanto sarebbe rimasto in graduatoria. Poi è arrivata la seconda chiamata, l’ultima campanella per entrare a lavorare in ospedale. Un posto sicuro e ben remunerato. E dopo averci pensato un po’ha preferito rispondere un altro “no grazie”. Graziano Bruno, operatore socio-sanitario ha deciso di rinunciare al posto pubblico per restare al lavoro in una piccola casa famiglia per ragazzi disabili, dipendente di una cooperativa sociale.

Ha fatto un elenco di cosa aveva da perderci e cosa invece da guadagnarci: ha scelto un luogo in cui si sentiva apprezzato e punto di riferimento per i suoi ragazzi, la flessibilità nell’orario e una scansione dei tempi che gli consentivano di rispondere a tutte le esigenze della famiglia. Ha rinunciato a uno stipendio più alto. «Quello che ho me lo faccio bastare. La casa l’ho già comprata e con il tempo a disposizione posso seguire mia madre che ha seri problemi di salute e gestire i miei figli trascorrendo molte ore con loro», racconta l’operatore socio-sanitario.

Le valutazioni che hanno portato l’operatore a scegliere ciò che apparentemente è irrazionale si fanno facilmente: in cooperativa Bruno lavora o la mattina o il pomeriggio. Quando fa il turno di notte ci abbina la mattina e dopo ha un giorno e mezzo libero.

«A turno dobbiamo rimanere in casa famiglia ma se non ci sono emergenze, accade molto raramente, si tratta solo di cambiare letto. È un turno di fatto di reperibilità, perché qualcuno deve restare a dormire nella struttura. E anche durante i turni diurni spesso usciamo con i ragazzi, l’obiettivo è far vivere loro una vita serena, scandita da azioni quotidiane. Abbiamo un compito prevalentemente educativo: in cooperativa ho un mio ruolo riconosciuto che non mi crea stress».

Una scelta che nasce da un predisposizione di Graziano Bruno a non mettere al centro il lavoro. «Non ho mai lavorato con l’obiettivo di fare carriera o guadagnare soldi», conclude.

«Ritengo che il lavoro serva a formarsi e a dare indipendenza ma quello che si guadagna non può essere il fine ma il mezzo per garantire una maggiore qualità della vita. Ho scelto il mio lavoro proprio perché ritengo che tanto tempo della propria giornata non possa essere dedicato solo alla produzione fine a se stessa».




 

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