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Tirrenica, 200 milioni dal governo come contentino. Ma manca il commissario e non si possono spendere

Maria Meini
Tirrenica, 200 milioni dal governo come contentino. Ma manca il commissario e non si possono spendere

Il decreto bilancio rifinanzia l’autostradina con una cifra che corrisponde a un decimo del costo previsto per il completamento dell’opera. Il progetto, intanto, èfermo da oltre 50 anni

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Duecento milioni per la Tirrenica. Spiccioli, circa un decimo del costo previsto per il completamento dell’opera, che arrivano a sorpresa dopo anni di silenzi e un balletto senza fine sulla nomina del commissario. I 200 milioni – di fatto un contentino – sono stati stanziati ieri dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, che nel decreto di bilancio per il settore stradale ha previsto 2,1 miliardi per la manutenzione straordinaria e «l’adattamento ai cambiamenti climatici delle strade di regioni, province e città metropolitane». Detto così suona come una boutade, per quella che ormai è soprannominata l’autostrada (autostradina) delle beffe. Peraltro, causa mancata nomina del commissario, questi soldi per ora non si potranno spendere.

Il progetto per la Tirrenica è fermo da oltre 50 anni. Doveva unire Genova con Roma, la Tirrenica ma aspetta di essere completata dagli anni del boom economico. Manca ancora tutto il tratto centrale tra la Toscana e il Lazio per circa 187 km. Esattamente dal casello del lotto 1 di San Pietro in Palazzi a Cecina, fino a Tarquinia. Al suo posto dovrebbe realizzarsi un’Aurelia potenziata a quattro corsie (autostradina), con un adeguamento della Variante già esistente fino a Grosseto. A sud di Grosseto, dove c’è ancora il tracciato della vecchia Aurelia romana, il progetto prevede un percorso alternativo, in cui l’Aurelia diventa complanare, con gallerie per aggirare la zona di Fonteblanda e Ansedonia. Saranno spiccioli ma l’arrivo dei 200 milioni viene salutato con sollievo, per il recupero di un progetto che sembrava accantonato. Il sindaco di Capalbio Gianfranco Chelini parla di «un passo avanti: finalmente dopo tanti anni di attesa, dopo annunci che hanno portato a nulla di fatto e soprattutto dopo centinaia di morti. Chiediamo perciò che si parta subito da Capalbio: questa terra ha pagato troppo in termini di vite perché non le sia doverosamente riconosciuta la priorità». Soddisfatta la Camera di commercio. «Un primo passo importante e concreto, e se a questo si accompagna il definitivo passaggio di competenze Sat-Anas potrebbe voler dire poter partire immediatamente con i lavori di messa in sicurezza», commenta così il presidente della Camera di commercio Maremma e Tirreno, Riccardo Breda, che da tempo sollecita la realizzazione dell’opera insieme al Tavolo per lo sviluppo delle province di Grosseto e Livorno. Commenti positivi dal mondo politico. «L’inserimento nella legge di bilancio di 200 milioni per la Tirrenica, rappresenta una svolta vera e radicale per la mobilità della costa toscana e di tutta la rete stradale centro-settentrionale», dichiara Andrea Romano, deputato del Pd e membro della commissione Trasporti di Montecitorio. Romano ricorda che nel Decreto trasporti votato alla Camera «abbiamo stanziato 50 milioni affinché Anas acquisti i progetti di Sat, chiedendo un’accelerazione sui tempi del commissariamento».

L’altro nodo infatti è proprio questo: con l’emendamento votato a luglio, il commissario per la Tirrenica è l’amministratore delegato di Anas, ma finora la nomina è stata prorogata. Il motivo? Anas prima deve firmare un accordo di programma con ill ministero. Ma la firma è slittata finora perché Anas è in corso di “riorganizzazione” societaria: si deve dividere in due tronconi, di cui uno, sotto il diretto controllo del ministero, si occuperà delle autostrade. All’altro, controllato da Ferrovie, resterà la rete stradale. E naturalmente senza il commissario non si possono spendere i soldi stanziati e iniziare le opere di adeguamento. Secondo Romano, il commissariamento avverrà a gennaio, febbraio 2022. «Il ministro Giovannini ha positivamente ascoltato la voce di territori e categorie economiche che da tempo chiedevano una svolta. Quella voce che il Pd ha sempre rappresentato in questi anni in Parlamento e in tutte le assemblee elettive».

Soddisfatti anche i parlamentari di Coraggio Italia Elisabetta Ripani, Stefano Mugnai e Felice Maurizio D'Ettore, che sono riusciti a far votare un ordine del giorno al Decreto trasporti pro Tirrenica.

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