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Il fatturato di Piaggio vola grazie alla Vespa
Il gruppo segna un aumento delle vendite del 40 per cento. La crescita trainata anche dagli scooter Beverly e Liberty
PONTEDERA. Sono gli scooter di Pontedera a trainare la corsa con cui la Piaggio si avvia a chiudere positivamente il 2021. Vespa, Beverly e Liberty hanno registrato complessivamente un aumento del 40 per cento di vendite nei primi nove mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Dati entusiasmanti resi noti ieri dal consiglio d’amministrazione che ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre.
E che hanno fatto pronunciare parole incoraggianti al presidente del Gruppo, Roberto Colaninno: «I risultati di questi primi nove mesi del 2021 sono evidentemente di soddisfazione. La forte crescita dei margini e la generazione di cassa hanno permesso di registrare una riduzione dell’indebitamento di oltre 70 milioni. L’obiettivo rimane quello di migliorare la produttività per mitigare la evidente complicata situazione delle forniture globali».
Una sfumatura quel “complicata” che lancia un velato allarme per i prossimi mesi. Se è vero che tutti gli indicatori economici della società sono in crescita e che le prospettive di vendita per la prossima stagione parlano di un trend favorevole, in continuazione con quanto realizzato dalla fine del lockdown d’inizio 2020, è altrettanto evidente che gli aumenti dei costi energetici, dei trasporti e dei materiali, uniti a una minore reperibilità di chip e materie prime, potrebbero creare qualche intoppo.
Colaninno ne ha già parlato chiaramente in alcune riunioni coi sindacati all’interno di un confronto che punta a superare il decreto dignità per richiamare in azienda oltre 300 operai con contratto a termine che hanno già lavorato nella fabbrica di Pontedera dal 2019. Senza accordo con i rappresentanti dei lavoratori dovranno essere cercati altri operai e ricominciare la formazione da zero. Uno scenario che non faciliterebbe certamente il compito della Piaggio di continuare la corsa dimostrata da indicatori come i veicoli venduti nel mondo pari a 430.600, in crescita del 22 per cento, per un valore di 1.319 milioni di euro, il più elevato dal 2007. Oppure il margine operativo lordo, attestatosi a 193 milioni, in aumento del 29 per cento, O l’utile registrato al 30 settembre di quest’anno pari a 52 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto ai 29 milioni messi a bilancio nei primi nove mesi del 2020.
Piaggio, obiettivamente, sta dimostrando di gestire bene questo momento delicato dell’economia, continuando a giocare un ruolo di primissimo piano nel segmento delle due, tre e quattro ruote. Ma puntando anche sul futuro in cui sta entrando con programmi precisi legati alla sostenibilità e all’elettrico, all’innovazione e alla programmazione. Elemento quest’ultimo che vede Pontedera al centro di un progetto in cui è compresa la costruzione del dipartimento E-mobility, dove nasceranno i veicoli green da destinare ai mercati di tutto il mondo. E che, al momento vedono l’India con volumi quasi raddoppiati, l’Asia Pacific con un +39 per cento, Emea (Europa Medio Oriente e Africa) e Stati Uniti cresciuti del 15 per cento.
Un quadro luminoso su cui, guardando attentamente, si potrebbe scovare qualche ombra. Nessuno ha interesse a fermare il cammino. Ma servono attenzioni speciali per evitare frenate improvvise e non rovinare, così, un anno particolarmente importante come il 2022, quando Piaggio celebrerà i 100 anni della Moto Guzzi e i 75 della Vespa.
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