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Gkn, invito lampo e i sindacati rifiutano: «Solo al ministero»
Tavolo convocato nella sede di Confindustria Firenze. Le sigle: «Zero preavviso e garanzie. Così non andiamo»
CAMPI BISENZIO. Non hanno messo tempo in mezzo e, dopo una prima convocazione non andata in porto, Gkn ci riprova e ieri convoca i sindacati (per oggi) nella sede di Confindustria. Sembra insomma che l’azienda, dopo la sentenza del tribunale, abbia tutta l’intenzione di fare in fretta. Del resto non ha mai fatto mistero di voler procedere con la chiusura dello stabilimento di Campi Bisenzio. I sindacati non ci stanno e dichiarano che all’incontro di oggi non ci saranno. Sia per il poco preavviso sia perché ribadiscono la loro linea: «Parleremo con Gkn al ministero dello Sviluppo economico».
Ma la viceministra Alessandra Todde un tavolo non l’ha ancora convocato. I binari, dunque, rimangono doppi e paralleli. Da una parte i lavoratori e i loro rappresentanti. Dall’altra l’azienda, che il 9 luglio ha licenziato con una mail 422 dipendenti con l’intenzione di spostare la produzione altrove.
«Siamo disponibili a partecipare agli incontri che saranno convocati dalle istituzioni, ma la trattativa vera e propria è con i sindacati»: questa la linea comunicata sabato scorso da Gkn, dopo che il tribunale ha accolto il ricorso Fiom giudicando antisindacale la condotta dell’azienda e imponendole di revocare i licenziamenti. «Siamo venuti a conoscenza solo oggi (ieri ndr) della convocazione del tavolo di consultazione sindacale da parte di Gkn per domani (oggi ndr) – dice Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil di Firenze e Prato –. La convocazione dell’incontro (nella sede di Confindustria Firenze ndr) conferma la volontà di Gkn di escludere dai giochi le istituzioni. Pertanto, pur essendo disponibili a un incontro, ribadiamo la necessità che il tavolo sia convocato al ministero». La Uilm va nella stessa direzione: «La nostra linea è sempre la stessa. Vogliamo incontrare Gkn in sede istituzionale», ribadisce Davide Materazzi, segretario Uilm Firenze. E all’incontro di oggi non ci sarà nemmeno la Fim Cisl.
«Abbiamo comunque chiesto date alternative e che ci sia un maggior preavviso», dice la segretaria di Firenze Flavia Capilli. Ma non ci sarà alcun incontro. Almeno non oggi. Tutto rimandato. I sindacati, nonostante quanto dichiarato dall’azienda, aspettano (e vogliono) il tavolo al ministero. Perché «la procedura prevista dall’articolo 9 del nostro contratto nazionale – spiega Calosi – non obbliga le parti alla partecipazione o all’utilizzo della sede istituzionale, ma allo stesso tempo non la vieta». Non manca, infine, la stoccata nei confronti di Confindustria, nella cui sede avrebbe dovuto svolgersi l’incontro di oggi. «Non siamo certo meravigliati – conclude Calosi – del repentino cambio di posizione della Confindustria fiorentina, che il 9 luglio aveva preso le distanze dal comportamento dell’azienda».
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