Attenzione
Francesco, il Real e la rovesciata sempre sognata
Chi l’ha detto che i sogni non si avverano? A volte per realizzarli basta cambiare prospettiva. E guardare il mondo a testa in giù. Come in una rovesciata su un campo di calcio. Da bambino, per le strade di Batignano, paesino a pochi chilometri da Grosseto, Francesco Nunziatini sognava di diventare come Totti. Mercoledì, per un attimo, è andato addirittura oltre.
Segnare un gol in acrobazia al Real Madrid, campione d’Europa in carica, a diciotto anni, nella Youth League – la Champions League dei giovani, nda – con la maglia dell’Inter, è una gioia indescrivibile, da condividere con la famiglia e con chi lo ha seguito in un percorso che l’ha portato a essere uno dei centrocampisti più interessanti in Italia.
«Il gol? Un’emozione pazzesca, ho visto la spizzata e ho pensato a girarla in rete – ha raccontato subito dopo l’impresa il talento maremmano –, mi sono tolto la maglia nell’esultanza perché non ci credevo nemmeno io». Super Francesco. Orgoglio grossetano. Orgoglio di famiglia. «La rete contro il Real Madrid – dice il fratello Damiano, di quattro anni più grande, ex portiere del Grosseto – è un premio ai sacrifici che ha fatto per arrivare dove è arrivato. La sua passione galattica per il calcio non gli ha mai fatto perdere di vista gli altri obiettivi, a cominciare dalla scuola. È sempre andato bene, anche se per cinque anni ha fatto il pendolare da Grosseto a Livorno». Appena salito sul Frecciabianca, Francesco studiava, apriva il libro che richiudeva solo una volta arrivato a destinazione. Per allenarsi con la formazione amaranto. L’amore per il calcio è sbocciato da piccolo, nelle piazzette della frazione di 700 abitanti in cui è cresciuto. «Me lo portavo dietro – racconta Damiano – e fin da piccolo ha creduto di poter diventare un campione come il suo idolo, Francesco Totti. È grazie a lui che è un tifoso sfegatato della Roma. Io sono juventino, per cui immaginatevi i nostri battibecchi. Tra l’altro siamo molto competitivi e non ci piace perdere nemmeno alla Playstation». Francesco Nunziatini ha iniziato la carriera scolastica alla scuola elementare di Roselle. «Era un bambino perfetto, completo – ricorda la maestra, Lina Sellaroli –, bravo, educato, disciplinato. Sapeva far tutto. Nelle recite gli davo sempre un ruolo importante». Dopo aver frequentato la scuola media “Galilei” ha scelto l’Istituto Fossombroni, che ha frequentato fino al giugno scorso, coniugando con ottimo profitto gli impegni calcistici e quelli didattici. Adesso sta svolgendo l’ultimo anno di studi nell’Inter College. I primi calci al pallone li ha tirati ufficialmente nell’Invicta – formazione di Grosseto – a cinque anni, sotto la guida di mister Marco Ascone, per poi passare nell’Us Grosseto. Con la maglia biancorossa ha fatto i campionati Pulcini ed Esordienti.
«Il Grifone è nel cuore della nostra famiglia – sottolinea Damiano, che tra i pali del Grosseto ha festeggiato una promozione dall’Eccellenza alla Serie D –, nostro babbo Stefano ha vestito biancorosso per cinque anni, giocando anche una partita in Serie D». Poi, a 13 anni, l’avventura nel Livorno. Con gli amaranto Francesco ha fatto Giovanissimi, Allievi e Primavera, prima di essere lanciato in prima squadra: Serie B, poi in C. L’Inter, che lo seguiva da tempo, è riuscita a soffiarlo a Roma e Fiorentina, con appena 80mila euro. Francesco è sbarcato nella Primavera interista, allenata dall’ex difensore Cristian Chivu, dopo aver svolto il ritiro estivo con la prima squadra di mister Simone Inzaghi. Si è ambientato subito e si è preso una maglia da titolare. «Francesco è uno di poche parole, ha la dote dell’umiltà, della tranquillità – prosegue il fratello –, si è inserito bene a Milano. Appena arrivato chiamava tutte le sere mamma Roberta, ma anche me, suo babbo e nostra sorella Clara. Gli facevamo compagnia. L’altra sera – aggiunge Damiano Nunziatini – ho guardato il primo tempo con il Real Madrid, poi sono dovuto correre a Fonteblanda, dove gioco quest’anno, in Prima categoria. Appena arrivato al campo ho visto sul telefono che era finita 1-1 e guardando i marcatori ho scoperto che aveva segnato il mio fratellino. Mi sembrava un sogno, mi veniva da piangere per l’emozione».
Al termine della partita il numero 7 dell’Inter Primavera ha chiamato a casa: «Ci ha raccontato l’emozione che ha provato dopo il gol. E la sua esultanza, con la maglia gettata al vento, la dice lunga. Era travolto dall’euforia. Non capita tutti i giorni – conclude Damiano – di segnare un gol al Real. Rosico un po’ perché io da portiere non posso fare certe cose. Siamo orgogliosi per il suo trasferimento all’Inter, ma soprattutto felici di quello che è, un ragazzo davvero unico».
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