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Fabrizio Corona querelato dal gestore di un locale fiorentino: è accusato di truffa
Presentato un esposto in Procura per inadempimento contrattuale. Corona non si sarebbe presentato per alcune serate che avrebbe dovuto tenere
FIRENZE. Ancora Fabrizio Corona e ancora guai giudiziari per lui. Il fotografo dei vip è stato querelato, insieme alla rappresentante della srl proprietaria dei suoi ditti d’immagine, dal gestore di un locale di Firenze. Il reato ipotizzato nell’esposto, che è stato presentato martedì scorso in procura, è quello di truffa. L’imprenditore fiorentino lo accusa di inadempimento contrattuale in relazione a un accordo di partnership commerciale che avevano stipulato. In sintesi, Corona non si sarebbe presentato per delle serate che avrebbe dovuto tenere nel locale, il River Urban Beach, allestito per l’estate sulla spiaggetta dell’Arno a Firenze, su un terreno dato in concessione dal Comune. Il gestore avrebbe pagato 15. 000 euro dei 25. 000 previsti dal contratto, rimanendo senza nulla in mano.
In base ai documenti depositati in procura, il contratto avrebbe previsto la presenza di Corona per una trentina di serate nel locale nei mesi estivi. Inoltre, poiché agli arresti domiciliari, era stato previsto che se non avesse avuto il permesso di muoversi avrebbe comunque garantito la presenza di altri vip. Sempre in base all’esposto, gli accordi prevedevano anche la creazione da parte della srl a Corona di un sito web con e-commerce per il locale, di una pagina instagram e l’avvio di una campagna pubblicitaria. Tuttavia Corona, come riportato nell’esposto, non si è mai presentato alle serate, e il sito web non sarebbe mai stato completato, o comunque al titolare non sarebbero mai stati forniti i codici di accesso. Dopo che l’imprenditore fiorentino aveva pagato circa 15.000 euro, la società proprietaria dei diritti d’immagine di Corona avrebbe comunicato di considerare l’accordo non valido, lamentando una serie di inadempimenti contrattuali. Tra i motivi, quello che il contratto non sarebbe stato considerato più consono alle prospettive di guadagno e che il locale non avrebbe rispettato l’immagine di Corona.
Ma non finisce qui. Il fotografo è stato querelato anche per sostituzione di persona, con l’accusa di aver concesso uno stand nel locale, all’insaputa del gestore, a una ditta che vende cannabis legale. Avrebbe trattato direttamente col titolare dell’azienda di cannabis, senza informare il gestore. La storia è venuta fuori solo quando quest’ultimo è stato contattato dal venditore per definire i dettagli per montare lo stand, che poi non è mai stato realizzato. Nella querela sono riportati anche i colloqui che il commerciante di cannabis legale ha detto di aver avuto col fotografo. “Corona – riferisce il gestore del locale – gli avrebbe detto che mentre con lui avrebbe fatto le cose seriamente perché’veniva dalla strada’e per ciò gli portava rispetto, invece a me avrebbe voluto fregarmi perché mi riteneva’un figlio di papà’” .
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