Il presidio
Assunzioni bloccate, in Toscana il 10% degli infermieri non viene sostituito
I sindacati: pronti a boicottare il piano per le liste d’attesa. «La situazione negli ospedali così è insostenibile, non è possibile garantire i servizi e l’apertura di tutti i reparti»
FIRENZE. Decisi alla battaglia, se necessario a mettere in dubbio il piano per recuperare le liste d’attesa appena varato dall’assessorato alla salute. I sindacati degli infermieri non ci stanno allo stop alle assunzioni deciso dalla Regione per far fronte a un ammanco stimato sul bilancio della sanità per il 2021 di circa 4-500 milioni. «Dalle nostre proiezioni – dice Riccardo Bartolini, coordinatore della Funzione pubblica della Cgil Toscana – non solo la giunta Giani sta congelando assunzioni già deliberate da Asl e aziende ospedaliere non dando il via libera ad Estar, ma con il reclutamento bloccato in questo momento non è coperto il 10% del turn over. Per capirsi, un infermiere su dieci che vanno in pensione non viene sostituito. La situazione negli ospedali così è insostenibile, non è possibile garantire tutti i servizi e l’apertura di tutti i reparti».
Tanto che i sindacati denunciano un caos ferie e agitano lo spauracchio che qualcuno degli infermieri, nei reparti in particolare emergenza, possa venir richiamato dalle vacanze dopo Ferragosto. Uno scenario che, se si verificasse – tuona la Cgil – aprirà le porte allo sciopero e a una mobilitazione di piazza. Eppure, proprio con la fine della terza ondata in Toscana sono riprese tutte le attività ordinarie che erano state congelate a causa dell’impegno sul Covid. Tanto che adesso l’assessorato di Simone Bezzini ha messo in piedi una task force per recuperare visite, esami e interventi chirurgici rimasti in sospeso durante l’ultimo anno di pandemia. La prima mossa riguarda i tempi delle visite. Si chiederà ai medici di comprimerle e farle passare da mezzora e venti minuti. Non solo. Imedici riceveranno degli extra, pagati con le tariffe della libera professione, se dedicheranno attività aggiuntiva, dunque più ore di lavoro, allo smaltimento degli arretrati. E una parte degli esami e delle prestazioni sanitarie potrà essere appaltato dalle Asl anche ai privati. Infine, per garantire la presa in carico dei pazienti che necessitano di una prestazione specialistica, sono state attivate le “preliste”, vale a dire la presa in carico da parte dei Cup delle richieste che non trovano immediata disponibilità: in questo caso i cittadini vengono ricontattati e viene loro comunicata la prenotazione, che rispetterà comunque i tempi massimi di attesa previsti dal Piano regionale delle liste di attesa. Infine. «È stata avviata una nuova strategia organizzativa, condivisa con le Asl – dice Bezzini – Le attività no Covid sono in piena ripresa, nonostante il sistema sanitario sia ancora impegnato al massimo contro la pandemia e nella vaccinazione. Sarà decisivo il 2021».
L’assessore ricorda come la Toscana sia una delle regioni, secondo i dati Agenas, che ha registrato un calo meno consistente rispetto alle altre sulle prestazioni specialistiche, circa il 24%, mentre la media nazionale è stata del 30%.
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