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Toscana

Le super-nozze per il ritorno degli emigranti

Daria Giannini  e lo scambio delle fedi nuziali del figlio Andreas con la moglie Therese
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Daria Giannini e lo scambio delle fedi nuziali del figlio Andreas con la moglie Therese

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Da oltre sessant’anni è cittadina del mondo, con base in Svezia. Ma è a San Cassiano di Controni, sua terra di origine, che ha lasciato il cuore.

Nella frazione sulle verdi colline di Bagni di Lucca, Daria Giannini, 68 anni, torna per ritrovarsi insieme ai tanti componenti della famiglia. E, proprio quest’anno, ha avuto la gioia di vedere il figlio maggiore, Andreas Widegren, scegliere proprio la cittadina termale per celebrare le nozze con Therese Carlborg.

Un vero e proprio evento, con 130 invitati arrivati dalla Svezia e cerimonia nuziale, con rito civile, nella centrale piazza Jean Varraud alla Villa. Lì, dopo il rito, ieri alle 15,30, l’aperitivo per tutti al Circolo dei Forestieri, e quindi la cena nuziale nell’agriturismo “Il Colletto” a Coreglia Antelminelli. Ma la festa era già cominciata venerdì sera, con la cena nello storico Casinò municipale di Ponte a Serraglio, dove si è celebrato anche il compleanno di entrambi gli sposi.

Daria Giannini è al settimo cielo. «Una gioia nella gioia quando Andreas mi ha detto che aveva deciso di sposarsi qui, nella mia terra. Ho vissuto in tante città diverse, ma è a San Cassiano di Controni che mi sento a casa», spiega.

Nel paese che lasciò a soli cinque anni, oggi riposano i suoi genitori, Nella Fabbri e Francesco Giannini, tornati a casa dopo una vita di lavoro in Svezia, al servizio di diplomatici. Quando l’ambasciatore italiano lasciò Stoccolma per andare in Giappone, i genitori di Daria non se la sentirono di andare in un Paese così lontano, avendo una bambina piccola. Continuarono a lavorare in Svezia, il padre come cameriere-maggiordomo e la madre come sarta, nell’ambasciata inglese e poi in quella brasiliana. «Al tempo era importante il passaparola – racconta Daria – venivano organizzate tante feste e ai miei il lavoro non mancava». La madre aveva imparato i segreti del mestiere di sarta proprio a San Cassiano di Controni, da una signora che si chiamava Elena. «A Stoccolma, quando ero bambina, abitavamo in una casa normale, non all’ambasciata – prosegue Daria – . I miei genitori stavano nel palazzo solo per le ore di lavoro. All’epoca, c’erano tanti laboratori di italiani emigrati per trovare lavoro con le figurine, ma i miei sono sempre rimasti alla loro attività originaria. Ho conosciuto mio marito nel 1978, attraverso amici comuni. La coincidenza è che, pur essendo svedese, è nato in Italia perché i suoi genitori, per motivi di lavoro, si erano trasferiti nel nord del nostro Paese». Il marito di Daria, Michael (Michele) Widegren, è stato dirigente di una grande azienda di impiantistica elettrica. Lei invece, laureata in lingue, ha insegnato per un po ’prima di dedicarsi alla numerosa famiglia. Oltre al primogenito Andreas, infatti, ha altri due figli gemelli. Con loro ha sempre seguito il marito in giro per il mondo (Toronto, Francoforte, Lugano, Monaco) per lavoro, prima di tornare in Svezia.

«Purtroppo mio padre non ha avuto la possibilità di godersi qui la pensione – prosegue Daria -. Poco dopo avere raggiunto il meritato traguardo è stato colpito da un ictus ed è morto a soli 68 anni. Mia madre è stata più fortunata, è vissuta fino a 91 anni ed è morta nel 2018, all’improvviso, proprio sulla terrazza della nostra casa di San Cassiano di Controni, che lei amava tanto. Si è spenta mentre stava bevendo un caffè con me e una cara amica. Ora mamma e papà riposano a San Cassiano, il loro paese, a casa. Penso molto a loro in questi giorni, so che sono vicino a noi».

Il padre di Daria, Francesco, era nato in Ungheria e per questo motivo fin da piccolo a scuola aveva appreso più di una lingua, cosa che si sarebbe poi rivelata preziosa. Tornato in Italia si era sposato e con la moglie Nella era partito per la Svezia in cerca di lavoro, lasciando dai nonni Daria, che li aveva raggiunti a Stoccolma poco dopo.

Ed è proprio in questo fine settimana che i Giannini-Widegren hanno portato gioia a Bagni di Lucca, centrando l’obiettivo di far conoscere e apprezzare la terra di origine di Daria ai 130 ospiti svedesi, mischiatisi per strada e nei locali ai tanti turisti che riempiono le strutture ricettive. Una sorta di tuffo nel passato, quando la cittadina termale era la capitale europea della villeggiatura e ospitava regnanti, diplomatici, letterati, musicisti, artisti e tanti personaggi più noti per le fortune che perdevano al conosciutissimo Casinò. RIPRODUZIONE RISERVATA

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