Autobus con bandiera francese, da novembre scatterà la svolta
La delibera della Regione dà il via al passaggio di consegne con il consorzio Ctt Si chiude una battaglia legale durata cinque anni, risparmi per otto milioni
FIRENZE. Da Massa-Carrara a Grosseto, il trasporto pubblico toscano batterà bandiera francese. Con la delibera regionale datata lunedì 9 agosto, Autolinee Toscane spa (filiale italiana di Ratp, la Régie autonome des transports parisiens) subentra ufficialmente a One scarl, il consorzio delle principali società toscane che attualmente gestiscono il servizio di Trasporto pubblico locale.
Dopo un lungo contenzioso durato cinque anni, concluso dalla sentenza definitiva del Consiglio di Stato emanata il 21 giugno contro il ricorso in appello presentato da Mobit (il consorzio Mobilità in Toscana, che fa capo al milanese Diesis Group) giudicando valido il Pef (il Piano economico-finanziario) di At e del suo presidente Bruno Lombardi, a partire da lunedì 1° novembre e per i prossimi 11 anni sarà operativo il contratto da quattro miliardi di euro che muoverà i circa 3mila bus urbani ed extraurbani della Regione, da e verso i 90 depositi distribuiti sul territorio. Fino a domenica 31 ottobre sarà inoltre compito degli attuali gestori organizzare con Regione, prefetture e province la ripresa di un anno scolastico caratterizzato dal ritorno in presenza di tutti gli alunni e studenti, con la decisione del governo di porre fine alla Dad (la Didattica a distanza).
Questa fase sarà cruciale anche per il futuro dei circa 5mila 300 addetti che compongono la forza lavoro, a cui At aveva garantito il mantenimento del posto. «Abbiamo definito tempi e modalità per il passaggio della proprietà dei beni mobili e immobili (a fine luglio il presidente di Ctt Nord Filippo Di Rocca ha consegnato le carte all'amministratore delegato francese Jean-Luc Laugaa), per impostare l’avvio delle procedure per il trasferimento del personale e per assicurare lo svolgimento del servizio», assicura infatti l’assessore regionale a infrastrutture e mobilità Stefano Baccelli, che poi aggiunge: «Confidiamo in una transizione caratterizzata da particolare attenzione ai delicati passaggi e auspichiamo che il nuovo contratto permetta di avviare tutti gli investimenti previsti al fine di qualificare al massimo il servizio».
At stessa infatti, nel suo Progetto Toscana stima che il passaggio del servizio dalle vecchie 22 diverse aziende (oggi divenute 12 con il contratto-ponte con cui Mobit ha consegnato le chiavi del servizio a One scarl) al gestore unico produrrà un risparmio per Regione Toscana pari a circa otto milioni di euro l'anno, da raggiungere anche attraverso la progressiva sostituzione di 2mila 100 bus in uso (già avviata da One scarl) con mezzi green da prendere in leasing, cioè con contratto di affitto alla scadenza del quale la parte che ha in godimento il bene (cioè Autolinee Toscane) può restituirlo o divenirne proprietaria pagando la differenza tra quanto già versato e il valore del bene stesso.
At ha sede a Borgo San Lorenzo e attualmente garantisce i collegamenti all’interno delle aree del Chianti, Mugello, Valdarno, e Valdisieve, fino ad Arezzo. Il nuovo gestore, che si era aggiudicato la gara promettendo investimenti superiori a 550 milioni di euro, potrebbe infine importare in Toscana le novità preannunciate dalla casa madre alla fiera parigina Viva Technology, come l’implementazione di mezzi a guida autonoma; queste andrebbero ad aggiungersi alle innovazioni introdotte da One scarl come investimenti previsti dalla gara regionale del Tpl: applicazioni per il telefono, bus monitorati con il sistema di geo-localizzazione Avm e paline intelligenti con la previsione dei tempi di arrivo.
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