Il Tirreno

Toscana

Coi nipoti raccoglie i rifiuti degli incivili sulla strada di casa

Andreas Quirici
Nonna Laura insieme con i nipoti Lara e Marco raccoglie mascherine gettate a terra
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Nonna Laura insieme con i nipoti Lara e Marco raccoglie mascherine gettate a terra

Ponsacco, l'esempio di una nonna

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Una nonna, due nipoti e due chilometri e mezzo di cammino con sacchetti e guanti per togliere l’immondizia che gli incivili buttano fuori dal finestrino delle auto in corsa. Siamo ai Fabbri, località di Pontedera, sotto la frazione di Treggiaia. Laura Gori passa molto tempo con Lara e Marco Fontanelli, i bambini di sua figlia Elisa. Pomeriggi a giocare e a fare la lezione a casa dei nonni per poi fare ritorno all’abitazione dei genitori a Val di Cava, nel territorio di Ponsacco. A due chilometri e mezzo di distanza, appunto.

I tre camminano lungo la strada provinciale raccogliendo ogni schifezza che trovano a terra. Bottigliette, cartacce, sacchetti dell’immondizia e le tanto “gettonate” mascherine che, in tempi di Covid, sono diventate il nuovo must per chi non riesce a capire che l’inquinamento del pianeta lo si fa anche gettando piccoli oggetti come i dispositivi di protezione individuale. «Ho sempre avuto la fissa di raccogliere rifiuti a terra e nei giardini gettandoli nei cestini – racconta nonna Laura, 72 anni, che da una vita porta avanti col marito Vincenzo Mannari il negozio di alimentari nel borgo di Treggiaia, l’unica attività rimasta nel paese – Con Lara, passeggiando verso casa dei suoi genitori, abbiamo sempre parlato di questo tema. E lei, andando a scuola, ha imparato che la plastica non smaltita resta nell’ambiente per secoli. Ed è stata sempre la bimba a chiedermi di portare sacchi e guanti per togliere la spazzatura».

È cominciato così il “lavoro” di nonna e nipote lungo via delle Colline per Legoli, nel tratto che separa i Fabbri da Val di Cava. Una specie di gioco tra due generazioni così lontane, ma sensibili allo stesso modo per un problema che riguarda tutti. Con la più piccola, che ha dieci anni, a mettere a frutto gli insegnamenti ricevuti durante le ore trascorse sui banchi di scuola. La salvaguardia dell’ambiente, ormai, è una sorta di materia. Il movimento “Fridays for future” della ragazzina svedese Greta Thunberg, si sta radicando al di là degli slogan tra le nuove generazioni. E l’esempio più evidente è questa bambina che con la nonna fa un gesto fondamentale per il futuro del pianeta. «Non facciamo niente di eccezionale – dice la 72enne – perché credo sia un dovere di tutti tenere comportamenti che non danneggino gli altri. Ma se uno ci pensa, capisce che l’input ricevuto da Lara può essere un esempio per chi non capisce quanto sia importante cambiare attitudine verso l’ambiente. Troppa gente butta dal finestrino o camminando rifiuti che, con un minimo di attenzione, potrebbero finire nei cestini contribuendo a migliorare un pezzetto di pianeta. Se ognuno facesse la sua parte, vivremmo in un mondo migliore».

Alla compagnia si è aggiunto anche Marco, il fratellino di otto anni. «Molto spesso c’è anche lui – dice ancora la nonna – E in tre si fa molto meglio. Io, più che altro, li aiuto. Tengo in mano i sacchetti della spazzatura, mentre loro si abbassano per raccogliere i rifiuti. D’altra sono giovani, hanno articolazioni migliori delle mie...». La donna ride e aggiunge un fatto che fa riflettere: «Facciamo spesso a piedi quel tragitto. E ogni volta raccogliamo tantissimi rifiuti dalla fossa che corre lungo l’asfalto o dal bordo della carreggiata. È incredibile quanti incivili ci siano in appena due chilometri e mezzo. Una volta abbiamo raccolto anche un cartello stradale caduto e mai portato via da nessuno».

Lara, Marco e Laura. Tre persone comuni che, sarebbe bello, fossero affiancati anche da altri. Come un movimento spontaneo che si moltiplica e che riesca a incidere realmente sull’equilibrio ambientale di un territorio. E che, insieme ai vari movimenti che sono nati di recente, come per esempio Plastic free, si danno da fare per migliorare l’ambiente, cercando di lasciarlo in condizioni migliori alle nuove generazioni. «Un giorno ho scattato qualche foto – dice ancora Laura Gori – mentre Lara raccoglieva rifiuti. Pensavo potesse esserle utile a scuola. Ma, riflettendoci, al di là del fatto che è mia nipote, questo dovrebbe essere davvero un modello di comportamento per adulti e giovani. Perché serve poco per rendere questo mondo un posto migliore. E tutti insieme dobbiamo sforzarci di fare qualcosa di concreto». — RIPRODUZIONE RISERVATA

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