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Toscana

Le marmitte verdi sono un tesoro: duecento furti in Toscana a caccia del palladio

Luca Tronchetti
Le marmitte verdi sono un tesoro: duecento furti in Toscana a caccia del palladio

Presi di mira i mezzi ecologici delle aziende dei rifiuti. I catalizzatori vengono poi spezzettati e rivenduti a peso

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LUCCA. È l’ultima frontiera dei ladri, non solo di casa nostra ma di tutta Europa, spesso facenti parte di gang specializzate e provenienti dai Paesi dall’Est. Rubare marmitte catalitiche dei veicoli di ultima generazione. Il motivo? Semplice. Quel tipo di marmitte, montate sugli ultimi modelli di vetture, contengono metalli pregiati come il palladio, sotto prodotto di nichel, rodio e platino, che vale oltre 65 euro al grammo. Accade così che da aprile a oggi, quindi in meno di due mesi, una delle bande abbia preso di mira la Toscana.

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E in particolare un’area ben precisa che va dalla Versilia a Carrara passando per la Lucchesia e la provincia di Pisa sino all’hinterland fiorentino. Obiettivo: i piazzali delle aziende di smaltimento di rifiuti pubbliche o partecipate che usano per la raccolta porta a porta dei rifiuti furgoncini Piaggio Porter o similari impiegati anche per lo spazzamento meccanizzato programmato. Dalla sede Ersu di Pietrasanta alla Nausica di Carrara, dall’Ascit di Capannori alla Geofor di Pisa sino a Sistema Ambiente di Lucca, senza dimenticare la Cooperativa Archimede di Calenzano che per conto di Alia gestisce il servizio raccolta rifiuti. Il bottino complessivo? Sicuramente alcune centinaia di migliaia di euro a fronte di oltre 200 pezzi trafugati.

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I mezzi acquistati utilizzati da queste aziende negli ultimi anni sono dotati quindi quel tipo di marmitta catalitica “green” inserita nell’impianto di scarico e capace di trasformare chimicamente le sostanze nocive alla salute e all’ambiente presenti nei gas di scarico in elementi o composti con un impatto negativo minore.


L’ultimo furto, in ordine di tempo, delle preziose marmitte accade a Sant’Angelo in Campo, a pochi chilometri da Lucca, dove si trova una delle stazioni ecologiche di Sistema Ambiente, società a prevalente capitale pubblico costituita nel 1999 e che serve l’intero territorio del comune di Lucca.

Lì, nella tarda serata di lunedì, sicuramente un paio di persone – almeno a giudicare da quanto emerge dalle immagini non molto nitide delle telecamere di sorveglianza – hanno scavalcato la rete di recinzione e si sono diretti verso i 21 furgoncini parcheggiati in varie zone del piazzale dove non sempre l’occhio elettronico riesce ad arrivare. A quel punto, da abili professionisti del settore, riescono a smontare le preziose marmitte che presumibilmente hanno sistemato in qualche sacco per poi allontanarsi dalla zona senza essere notati. A dare l’allarme sono stati gli operatori ecologici che non sono potuti partire con i mezzi per la consueta raccolta. Proprio per l’impossibilità immediata di sostituire con i ricambi le marmitte catalitiche trafugate si sono verificati dei ritardi nel servizio di raccolta e spazzamento con differimenti d’orario. Anche se, com’era accaduto in precedenza, la Piaggio, principale fornitore si è adoperata per far avere un rapido approvvigionamento. I responsabili di Sistema Ambiente presenteranno denuncia ai carabinieri. Ma a guardar bene l’azienda era stata vittima già in precedenza – tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno – di un altro furto, denunciato dalla stazione dei carabinieri di San Concordio, sempre avvenuto nella stazione ecologica ai danni di 6-7 furgoncini per la raccolta e lo spazzamento. Evidentemente, in quella circostanza, la maggior parte dei mezzi era sistemata in un altro deposito del territorio.

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La pericolosa escalation inizia il 22 aprile scorso all’interno del piazzale Ersu di via Pontenuovo a Pietrasanta. Nei mirino della gang ben 53 catalizzatori di Piaggio Porter: la metà dei mezzi a disposizione per la raccolta dei rifiuti. La tecnica è la stessa che si susseguirà nel tempo: i ladri con il volto travisato scavalcano il cancello o la recinzione eludono i controlli e tagliano o smontano le marmitte. Impiegano, stando alle telecamere di sorveglianza, quasi due ore. Pochi giorni dopo è la volta delle 24 motoapi della Nausicaa di Carrara che causa disagi alla raccolta per tre giorni di fila. A fine maggio il colpo all’Ascit a Lammari, la società per la raccolta di rifiuti che effettua il servizio per la maggior parte dei comuni della Piana, con i ladri che segano 41 marmitte catalitiche causando un danno di oltre 40mila euro. Tra il lunedì 31 maggio e martedì primo giugno i ladri fanno irruzione alla Geofor nella sede dell’ex inceneritore. Le marmitte segate e rubate sono 32 per un danno di trenta mila euro. Poi è la volta di Sistema Ambiente a Lucca. —

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