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La democrazia sotto attacco negli Usa
I primi regimi democratici sono nati in Grecia moltissimi secoli prima che in America del Nord si formassero gli Stati Uniti.
Ciò nonostante nei tempi più recenti questi sono stato un punto di riferimento e di supporto agli Stati democratici di tutti i continenti. Ove gli Usa dicessero addio al sistema democratico è abbastanza probabile che lo stesso verrebbe travolto anche nel resto del mondo.
Già ora abbiamo movimenti populisti, diversi da nazione a nazione, che hanno poco riguardo per i sistemi democratico liberali. Per questo va notato che in quel Paese più di un centinaio di professori di diverse università, molti delle più prestigiose, hanno sottoscritto un manifesto esprimendo preoccupazioni per la continuità del sistema democratico.
I problemi che preoccupano sono vari. Grazie alla Kennedy School di Harvard possiamo sintetizzarli. Preliminare è la constatazione del professor Putnam che da una cinquantina di anni la società americana si sta polarizzando e tribalizzando e che, nelle riflessioni e decisioni politiche da parte dei cittadini, come non era mai accaduto, al posto del noi si sta sostituendo l’io.
Uno dei fenomeni, che noi europei difficilmente immaginiamo, è che ben un terzo degli elettori statunitensi ritiene, come Donald Trump, che Joseph Biden sia stato illegittimamente proclamato presidente dopo le ultime votazioni. Addirittura il 67% degli americani, in occasione della installazione al potere dello stesso, ha dichiarato che il loro Paese non sta andando nella giusta direzione, come pensa, invece, il 23%.
Questo apre la strada a non del tutto improbabili colpi di mano, con la scusa, come dice il professor Fung, di salvare la stessa democrazia. In tale contesto, in molti Stati a maggioranza repubblicana, si sta cercando, attraverso mutamenti nei confini dei collegi elettorali, di rendere difficile l’accesso al voto da parte di categorie o etnie che si sanno non favorevoli al loro partito.
Secondo una ricerca del Brennan Center in 14 Stati sono state approvate ben 22 leggi che limitano i diritti di voto e in altri sono stati presentati 400 disegni di legge simili. Per giunta in molti degli stessi si tenta di cancellare voti considerandoli illegali.
Altro preoccupante fenomeno è l’impiego di denaro nero per corrompere gli eletti nelle loro votazioni alle Camere. Secondo i professori sopra menzionati non si tratta di fatti nuovi, ma che si sono verificati in un recente passato quando Barack Obama era presidente.
In sostanza il sistema democratico statunitense sta correndo dei seri pericoli che potrebbero accentuarsi ove nel 2024 Donald Trump vincesse le elezioni. Se non vogliamo essere travolti da tali eventi, noi europei dobbiamo cercare di aiutare Joseph Biden a realizzare il suo ambizioso programma di miglioramento delle infrastrutture e riduzione delle diseguaglianze perché, come disse Winston Churchill, la democrazia ha molti difetti, ma è il migliore dei regimi possibili. --
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