L’estate e il dilemma sui chili di troppo: fare la dieta o no?
Il temuto momento è arrivato: quello di spogliarsi e mostrarsi per quello che si è, sotto i vestiti. Mostrare anche qualche chilo di troppo preso durante l’inverno, appesantiti dal semi-lockdown a cui siamo costretti da un anno a questa parte. Ma perchè temuto, questo momento? Non potrebbe essere l’occasione liberatoria per accettarsi per come si è, e farsi accettare? Chi ha poi mai detto che quel chilo di troppo rispetto agli standard costruiti dalla società dell’edonismo sono un difetto da eliminare appena si approssima l’estate? Ne abbiamo parlato con Stella Pecollo, attrice e scrittrice ("Io sono bella" edito da Sperling & Kupfer) che parte dalla propria esperienza personale per invitare tutti ad accettarsi per come si è; e con Laura Santi, nutrizionista e dietista. Un tema affrontato da due punti di vista diversi: ciascuno potrà condividere parti sia dell’uno che dell’altro.
Stella Pecollo (attrice e scrittrice) - Fate come me: accettatevi per come siete
Sono Stella, davanti allo specchio. Nuda, dopo la doccia. Mi fermo a guardarmi nell’unico modo che ho di farlo. Con i miei occhi, e non con quelli degli altri. A volte mi succede di starmene qui a fissarmi. E di vedermi per quella che sono. È brutale, senza filtri. Ho trentaquattro anni. Il doppio mento. La pancia rotonda, non piatta come quelle che si vedono in Tv. Inizio ad avere qualche ruga ai lati degli occhi. Mi segnano il viso e ancora non ci sono abituata. Ho le braccia grosse e le manine piccine. Il mio seno non è più sodo e alto come anni fa, scende un po’. Le mie cosce si toccano. Ho le caviglie gonfie a volte, e non ho la pelle liscia come il culo di un bambino. Ho i peli dappertutto se non li tolgo.
Questa è la descrizione oggettiva del mio corpo, senza giudizio. E però sono io. Io, magra, non lo sono mai stata. Non ci sono proprio nata, magra. E fin dai primi anni della mia vita non c’era sguardo che a ogni occasione non me lo ricordasse. Negli ultimi tre anni ho fatto diversi show di burlesque e uno spot che mi ha catapultata sui manifesti pubblicitari di tutto il Regno Unito. Ora il mio corpo è accettato per davvero, sia da me sia da chi mi circonda. Ho recitato in un film in cui ammazzo un gangster nuda in una sauna. Alcune ragazze mi hanno scritto sui social chiedendomi consigli su come diventare anche loro più "confident", così ho deciso di fare un workshop per insegnarglielo ed è stato un successo. Ragazze in carne che potrebbero essere me commentano le mie foto sui social, facendomi spesso complimenti tipo: «Ma come fai a essere così sicura di te?» «Sei bellissima, come ci riesci?» a me viene da rispondere: «Credendoci».
Come dovrebbero fare tutte. Indossando il bikini che più piace per andare in spiaggia. Guardandosi allo specchio fiere del loro aspetto, senza recriminarsi più nulla. E succede così che, un passettino alla volta, senza mettersi fretta, la tristezza quasi scompare, si dirada come la nebbia al mattino quando sale, e lascia intravedere il giorno con la sua luce nuova. Sogno giorni in cui nessuna espressione sarà più un’offesa, ma per il momento viviamo dentro a questi, in cui al grido di «Cicciona!» gli altri spesso si danno di gomito, se la ridono, perseverano.
Chiamasi «grasso-fobia», che non tiene conto di quanto spesso l’uso di termini sbagliati non sia solo uno scivolone, ma un’arma che ferisce, che può fare anche molto male. Persino distruggere una persona.
Allora credo che la risposta migliore sia un elenco di aggettivi da bandire, da non usare mai più. «Le parole per non dirlo» sono (e nemmeno tutte): grassa, e sue declinazioni (grassona, grassoccia); barile; porca; trippona; elefante; balena; palla di lardo; lardosa; panciona; obesa; falsa magra; cicciona; grossa. E anche quelle in apparenza più neutre: voluttuosa; burrosa; morbida. Pensateci: ognuna di queste parole ha una sfumatura mortificante, sbagliata. Quindi è un insulto.
Ho studiato un decalogo per avere amor proprio.
1. Ama te stessa prima di tutto e prima di chiunque altro. Abbonda con i complimenti allo specchio. Fallo almeno una volta alla settimana o, ancora meglio, una volta al giorno.
2. Fregatene dell’opinione altrui e sarai veramente libera. L’unica opinione che veramente conta è quella che tu hai di te stessa, le altre valgono zero.
3. Controlla il linguaggio che usi verso te stessa. E fermati ogni volta che ti rendi conto di dire cose che vanno contro al tuo percorso di autostima e amor proprio. Vietatissime parole come «odio» associate a qualsiasi parte di te.
4. Sii grata per tutto quello che hai. Fai una vera e propria lista e includi anche fortune che consideri ovvie.
5. Circondati di uomini e di donne che ti sostengano.
6. Elimina i «rami secchi». Si può benissimo pensarla diversamente da te, ma questo non sminuisce la dignità delle tue scelte.
7. Fai una cosa che ami e che ti fa stare bene almeno una volta alla settimana. Te lo meriti.
8. Mettiti alla prova con qualcosa che credi di non riuscire a fare, qualcosa che ti «spaventa».
9. La competizione è una bugia. Dal momento esatto in cui inizierai a smettere di paragonarti agli altri, aumenterai il valore che è in te.
10. Metti dei paletti. Fai in modo che gli altri li tengano bene in conto e li rispettino.
Laura Santi (dietista e nutrizionista) - Ma il peso va tenuto controllato
Ritengo che sia molto importante avere di massima un controllo del proprio peso. Non significa ricerca spasmodica della perfezione ma avere una buona vigilanza sull’andamento del peso nella propria vita significa avere attenzione per il proprio organismo e per la propria salute. Dobbiamo sapere che i fabbisogni cambiano nell’arco della vita anche di mille calorie al giorno altrimenti, senza questa cognizione, si continuerà - sbagliando - a mangiare pasti completi antipasto, primo, secondo fritto misto e dolce soprattutto ogni volta che saremo a pranzo o a cena fuori. I pasti fabbisogni invece non sono gli stessi per tutta la vita e di conseguenza con il passare degli anni se non si modifica il proprio stile di vita si può ben intuire che la soluzione non potrà essere una semplice dieta. Lo squilibrio tra quel che si mangia e quel che si consuma è anche influenzato da fattori genetici e i meno fortunati pagheranno presto il conto.E a quel punto la cultura dell’alimentazione dovrà essere già acquisita perché ci farà fare le scelte giuste. Insomma, se sarà necessaria una dieta, per motivi estetici o di salute, non si ragionerà in termini di chili o di tempo: "devo dimagrire per la prova costume o per abbassare la glicemia" ma in termini di riordino alimentare tenendo conto del fabbisogno energetico e nutrizionale del soggetto.
1. Per aver cura del corpo servono sempre, in un fisico senza patologie, tre pasti principali e due spuntini al giorno nella consapevolezza che questo favorirà il controllo della fame e lo sviluppo della sazietà.
2. Le buone regole si rispettano 300 giorni all’anno mentre gli altri 65 possono essere considerati uno "sconto" concesso per le domeniche, le festività, gli incontri conviviali della vita. Se agisco sull’alimentazione riducendola per fare diete drastiche non faccio che peggiorare la situazione: adatto il mio metabolismo a vivere con meno calorie, perdo qualche chilo ma è un sistema sbilanciato che mi farà riprendere il peso perso. Anzi, qualche chilo in più. Se invece rispetto i pasti e gli spuntini nelle giuste quantità lavoro affinché il "motore" sia ben funzionante. Se lavoro riducendo la "benzina" la mia auto si adatta semplicemente a viaggiare meno. Se lavoro sul motore la mia auto viaggerà sempre e bene.
3. Serve attività motoria. Ogni persona deve misurare la propria attività motoria attuale e cominciare a camminare con regolarità. La signora che non esce mai di casa comincerà a camminare con continuità per 10 minuti al giorno: non è la quantità raccomandata per perdere peso ma si educherà a uscire di casa e nel tempo migliorerà il suo stato di salute. Camminare almeno un’ora al giorno porta vantaggi indicibili se combinato a un riordino alimentare bilanciato non ipocalorico. Per mantenere il proprio peso servono 150 minuti settimanali di camminate da svolgere in 2-3 volte mentre quando dobbiamo migliorare i valori glicemici e pressori, dobbiamo - almeno in una prima fase e per almeno 2-3 mesi - svolgere attività quotidiana, anche partendo da un tempo inferiore ma lavorando per mettere in moto il proprio motore. Camminare e mangiare in modo variato, includere tutti gli alimenti in 3 pasti e 2 spuntini giornalieri, garantire la presenza di vitamine, sali e fibre. Prudenza con il sale e mantenere un adeguato apporto di acqua. Guai alle diete non equilibrate - per persone sane, lo ripeto - eliminare i carboidrati complessi che forniscono energia che il corpo utilizza gradualmente è da evitare. Senza non si ha la necessaria copertura energetica. Anche il latte e i derivati - se non si hanno intolleranze - devono far parte di una dieta perché forniscono calcio assorbibile. Io prediligo i formaggi stagionati, danno qualche caloria in più ma saziano anche di più e in minor quantità. Anche l’olio è importante. Pensate agli alimenti come agli indumenti: non posso mettermi due paia di pantaloni e uscire senza la camicia. Ogni alimento bilancia l’altro come per vestirsi serve tutto. Le diete ristrette e non equilibrate adattano la persona a vivere con meno calorie e ogni volta che si comincia una nuova dieta non equilibrata la situazione andrà sempre peggiorando e serviranno sempre maggiori sforzi per perdere peso. Dimagrire più velocemente oggi, significa, per alcuni, non perdere peso domani e "ingolfare" il nostro motore che viaggerà sempre peggio e male. --
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