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Gara dei bus in Toscana: il Consiglio di Stato boccia il ricorso di Mobit, il servizio è dei francesi di Rapt

Gara dei bus in Toscana: il Consiglio di Stato boccia il ricorso di Mobit, il servizio è dei francesi di Rapt

La sentenza dopo un lunga battaglia sulla gara da 4 miliardi per 11 anni: per i giudici il piano economico di Autolinee Toscana "è bancabile e sostenibile"

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Una sentenza che mette forse la parola fine a un lungo contenzioso. Il Consiglio di Stato, infatti, ha respinto il ricorso in appello presentato da Mobit (che riunisce tutte le aziende toscane del trasporto pubblico) contro l'aggiudicazione ad Autolinee Toscana (società fiorentina controllata dal colosso francese Rapt) del trasporto pubblico locale in Toscana. Dunque, il servizio - del valore di 4 miliardi di euro per la durata di 11 anni - va al gruppo francese, che gestisce anche la metropolitana di Parigi.

LA SENTENZA

Da quanto emerge, per i giudici le varie contestazioni sollevate da Mobit sarebbero infondate, a partire da quelle sul piano economico finanziario presentato da Autolinee Toscane che invece per il Consiglio di Stato è "bancabile, sostenibile e conforme alle prescrizioni di gara". Il Consiglio di Stato, inoltre, ritiene "carenti di interesse" le intercettazioni telefoniche nell'ambito di un'inchiesta sulla gara aperta dalla procura di Firenze, definendole "consultazioni informali del presidente della commissione o del suo staff con il consulente della Regione o con la sua collaboratrice al fine di acquisire chiarimenti su entrambi i piani economici finanziari presentati". 

LE REAZIONI

“Siamo pienamente soddisfatti di questo esito, anche se resta qualche rammarico”. Questo il primo commento di Bruno Lombardi, presidente di Autolinee Toscane, alla sentenza del Consiglio di Stato. "Una sentenza netta e chiara che non lascia più dubbi sulla correttezza e legittimità della gara e sulle modalità con cui la Regione l’ha gestita. Siamo soddisfatti perché – commenta Lombardi - ancora una volta un giudice amministrativo conferma che la gara è regolare, visto che sono state respinte tutte le richieste di sospensiva e di annullamento di cui ai numerosi ricorsi presentati da Mobit, sia al Tar che, come in quest’ultimo caso, al Consiglio di Stato”.

Lombardi prosegue: “Resta qualche rammarico per il fatto di avere perso 5 anni dalla prima aggiudicazione della gara (marzo 2016). Se il contenzioso si fosse concluso con la prima sentenza (ottobre 2016) oggi avremmo un servizio già ristrutturato e più funzionale, un sistema di bigliettazione unico, facile e accessibile, un’attività di manutenzione efficace, una sola azienda al posto di 22. Avremmo già 1.350 nuovi bus in circolazione e la Regione avrebbe risparmiato qualcosa come 40 milioni di euro. Constatiamo – prosegue Lombardi – che, nonostante i ricorsi presentati da Mobit siano stati costantemente bocciati e il contratto di concessione sia stato firmato da ben 10 mesi, il servizio è tuttora gestito da chi ha perso la gara e da chi ha perso tutti i ricorsi. Ci attendiamo che l’ostruzionismo sin qui messo in campo termini finalmente e si vada verso un ordinato passaggio di consegne. Dopo 5 anni, e ben 6 sentenze, è stata scritta la parola fine a questo infinito contenzioso. Non ci sono più scuse per non procedere rapidamente all’attuazione degli impegni previsti dal contratto di concessione, completando il trasferimento dei beni, così come concordato. Autolinee Toscana è disponibile da subito a fare la sua parte per realizzare questo obiettivo".

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