Il presidio
Uccide la moglie a coltellate. Il cognato: "Ossessionato dalla gelosia"
Altopascio, l'uomo racconta di un rapporto da tempo deteriorato tra il marito e la moglie
«Glielo avevo detto a Luigi: lascia quella casa, vieni a lavorare per un certo periodo con me. E ancora più di me era stato suo fratello Arturo, che vive e lavora a Caserta, e lo aveva invitato a lasciare la Toscana per riflettere». Non usa mezzi termini, Salvatore Di Sarno, cognato di Luigi Fontana, che poco prima ha massacrato a coltellate la moglie Carmela. Per il muratore originario di Caserta non ci sono dubbi: il movente del delitto è la gelosia.
«Lo confermo. - ribadisce Salvatore Di Sarno - Da tempo il rapporto tra mio cognato e sua moglie si era deteriorato. Lui, negli ultimi tempi, era ossessionato dalla gelosia, pensava che la moglie avesse potuto tradirlo. Io gli avevo detto di chiarirsi le idee lasciando quella casa e parlando chiaro con Maria Carmina. Pensi, che proprio giovedì sono passato da casa sua e l’ho visto fuori in giardino. Volevo fermarmi per parlare con lui e invitarlo a evitare di commettere sciocchezze e di seguire magari i consigli di suo fratello Arturo che abita nel paese d’origine (San Crispino Aversa in provincia di Caserta).
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Da poco si è separato e gli avrebbe offerto una casa e un lavoro come muratore in una ditta della zona. Un periodo di tempo per riflettere e poi cercare di capire meglio cosa fare. Invece lui non ha voluto seguire i nostri consigli e ha commesso l’errore più grave della vita». Luigi Fontana, sesto figlio di una famiglia molto numerosa formata da sei fratelli e cinque sorelle, conosceva Carmela sin dall’età adolescenziale: «Lei abitava a Villaricca, sempre in provincia di Caserta, e a pochi chilometri dal paese - sostiene un parente - .Sono cresciuti praticamente insieme: si sono sposati giovanissimi e sono venuti a vivere ad Altopascio dove abitano altri familiari. Sino a poco tempo fa sembravano una coppia felice e molto unita. Poi qualcosa purtroppo era cambiato. Ma nessuno immaginava questa tragedia».
L’abbiamo appena saputo. Siamo tutti sotto choc, sconvolti. Carmela era un’amica, con lei si era instaurato un rapporto speciale. Non riusciamo a crederci, era così felice...». A parlare, a metà pomeriggio di ieri, è la signora Mila. «L’abbiamo appena saputo. Siamo tutti sotto choc, sconvolti. Carmela era un’amica, con lei si era instaurato un rapporto speciale. Non riusciamo a crederci, era così felice...». Al suo fianco, il marito Fernando Segnalini. Carmela Fontana, 50 anni, la madre di famiglia uccisa a coltellate dal marito Luigi Fontana (hanno lo stesso cognome) ad Altopascio, ha lavorato per alcuni anni sia nel laboratorio di carni "Boutique Mila" ad Orentano che nel ristorante di Galleno "La Gola di Bacco", da dove ci risponde la signora Mila, addolorata, affranta, annichilita da una notizia così terribile che ha appena ricevuto. Lei Carmela la conosceva bene e la stimava come persona e come lavoratrice.«Com’era Carmela? Il ritratto del sorriso. Solare, mai uno screzio con lei, era così collaborativa, così sorridente.
«Con noi è rimasta fino a due-tre anni fa, ma si era creato un rapporto speciale, come quando si lavora fianco a fianco e tra noi donne si parla di tutto. Era giovanile, simpatica, allegra». Era poi andata a dire che per la nascita dei due nipoti non poteva più lavorare, che avrebbe fatto la nonna a tempo pieno. «Era raggiante», aggiunge. E così, felice, era anche l’ultima volta che l’ha vista: «Sarà stato un mesetto fa, è venuta a trovarci. Non mi sembra vero che sia stata spezzata in modo violento una vita così, Carmela era una persona eccezionale». La signora Mila chiede a noi qualche particolare in più di quanto avvenuto, poi riprende: «Da non credere... Ripeto, mi è stato detto pochi minuti fa e non riesco a capacitarmi, com’è possibile?».
Che tipo di lavoro faceva Carmela? «Guardi - risponde - proprio perché era brava in tutto, ci ha dato una mano sia al laboratorio di carni di Orentano che qui al ristorante, è stata con me in cucina, è stata cameriera, faceva tutto con il sorriso. Per noi ripeto, era davvero una di famiglia, l’abbiamo portata con noi a una fiera a Torino, siamo stati allo stesso tavolo, c’era una bella confidenza. Poi ci ha comunicato che lasciava per fare la mamma e nonna a tempo pieno, ovviamente il rapporto non è più stato quotidiano, ma ogni tanto ci si sentiva e come detto ci si vedeva, ed era sempre una gioia, un piacere». La signora Mila fa una pausa e ripete: «Non mi sembra vero, Carmela uccisa... a coltellate. Non è giusto, è una cosa tremenda. Ancora stento a rendermi conto di quanto è accaduto».
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