Italia
Morto sui binari, indagato il cliente di un bar. Il furto, l'inseguimento e la tragedia
Il giallo di Montignoso: ecco la ricostruzione dei fatti secondo gli inquirenti. Si attende l'autopsia
MONTIGNOSO. Sarà l’autopsia a stabilire le cause della morte di Claudio Vita, l’imprenditore di 31 anni trovato all’alba di lunedì sui binari nel comune di Montignoso (Massa Carrara).
Secondo gli inquirenti, il giovane, alla stazione di Massa, sarebbe saltato al volo su un treno merci per inseguire un cliente del suo locale sospettato di aver rubato un portafoglio. Ma pochi chilometri dopo sarebbe caduto. Da solo.
Non sarebbe stato spinto dal presunto ladro che era saltato sul convoglio pochi secondi prima di lui. Vita era rimasto infatti paralizzato a un braccio in un vecchio incidente e poteva tenersi al treno solo con il sinistro. Inoltre, stando ad alcuni testimoni, il giovane sarebbe riuscito ad attaccarsi solo all’ultimo vagone, mentre il cliente del bar era a metà convoglio. Impossibile che ci possa essere stata una colluttazione fra i due.
La procura di Massa, subito dopo l’incidente, ha aperto un fascicolo per omicidio e furto, come atto dovuto, a carico del cliente del locale: un meccanico di 30 anni di Prato identificato grazie alle testimonianze a alle telecamere di videosorveglianza del locale. Con tutta probabilità l’accusa di omicidio cadrà. Rimarrà quella di furto su cui i carabinieri di Massa stanno ancora facendo accertamenti. I militari, lunedì sera, hanno perquisito la casa dell’operaio, a Prato, senza trovare traccia della refurtiva: un portafoglio contenente circa cinquemila euro. È stato anche controllato il treno merci, ma non sono stati trovati elementi utili alle indagini.
Il legale dell’operaio pratese, Leonardo Pugi, commenta: «Il mio cliente è innocente: non ha commesso alcun furto e soprattutto non ha ucciso nessuno».
Secondo una prima ricostruzione tutto sarebbe scoppiato nella serata di domenica, nel locale di Vita dove l’operaio stava mangiando con un amico. È qui che sarebbe stato rubato il portafoglio e, dopo una lite all’esterno del locale, i due sarebbero scappati. Vita sarebbe stato avvertito che l’operaio era alla stazione di Massa, e lo avrebbe raggiunto insieme al padre e a colleghi. E lì si sarebbe lanciato sul treno in corsa per inseguirlo. Secondo il difensore: «Il mio cliente è scappato perché aveva paura». —
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