Il presidio
Gli yacht diventano elettrici la nautica di lusso è sostenibile
Azimut Benetti ha il più grande ibrido al mondo: 108 metri e zero emissioni Al salone di Venezia è stato dedicato uno spazio alle navi ecologiche
VIAREGGIO. La nautica che nell’anno della pandemia non conosce crisi e anzi conquista anche chi – potendo permetterselo – la considera la vacanza ideale anti covid, scalda i motori nella primavera delle consegne. Motori, è il caso di dirlo, che sempre più guardano all’elemento-chiave per eccellenza: la sostenibilità ambientale. Se ne discute domani nell’iniziativa Superyacht Cluster Matching che propone on line momenti di confronto e workshop dedicati alla sostenibilità e al futuro nel mondo dei superyacht. Organizzato da Distretto tecnologico per la nautica e la portualità toscana, Navigo e Holland Yachting Group, l’appuntamento vede a confronto cantieri della grande nautica italiana e olandese.
Quattro i seminari che riassumono i temi sul tavolo della nautica del futuro dietro l’angolo. Quello delle emissioni per raggiungere l’obiettivo fissato dall’International Maritime Organization: di ridurre le emissioni quelle di CO2 almeno del 40 per cento entro il 2030 e del 70 per cento entro il 2050; quello sul tema dell’efficientamento energetico e delle tecnologie necessarie; il momento di confronto sui materiali utilizzati per costruire i superyacht e il loro impatto sull’ambiente; un approfondimento sul database delle soluzioni sostenibili.
La nautica mondiale, insomma, si dota sempre più di strumenti per venire incontro alle nuove esigenze di chi va per mare e che fa sempre più parte di una nuova generazione di armatori, sia per età che per esigenze.
D’altra parte – lo ripete spesso e da anni Lorenzo Pollicardo, direttore tecnico di Sybass (l’associazione mondiale dei grandi yacht) – «una delle sfide che oggi va saputa interpretare è proprio quella della sostenibilità. Chi l’ha capita sta raccogliendo benefici; chi non la capisce si dovrà adeguare». E non è solo una questione da ingegneri: «Chi si immaginava un occhio chiuso sulle questioni ambientali dal punto di vista della normativa», sottolinea Pollicardo, «ha sbagliato. I normatori, infatti, si sentono autorizzati ad accelerare ulteriormente su questo fronte».
Che vede vincenti i marchi che più in fretta si “allineano” con le nuove esigenze. Così che Giovanna Vitelli, vicepresidente esecutiva del gruppo Azimut Benetti, in un’intervista di questi giorni, può annunciare con orgoglio che Benetti ha già il più grande yacht ibrido al mondo, 108 metri in acciaio con 3 MWh di batterie installate e zero emissioni mentre è in costruzione un 37 metri atteso al varo per il prossimo anno come barca più ecologica per questa categoria.
Occhi puntati – da qui ai prossimi giorni – sul Salone della nautica di Venezia (29 maggio-6 giugno, appuntamento confermato)anche per quanto riguarda i temi “green” della grande cantieristica navale. Uno spazio all’interno dell’Arsenale sarà riservato all’esposizione di studi e progetti di barche di ogni tipologia e materiale a opera di progettisti, designer professionisti o studenti, in forma singola o associata, che abbiano lavorato su progetti di yacht e mezzi nautici di trasporto ad elevate caratteristiche sostenibili, come da bando internazionale nell’abito del Salone stesso. —
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