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Vaccini agli anziani, la nostra Regione fra quelle virtuose
La replica. Le cinque tabelle diffuse dal Governo sono la migliore conferma del fatto che la nostra macchina vaccinale funziona
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, replica ad una lettera di un nostro lettore.
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Gentile Francesco,
ho letto la sua lettera sulle pagine del Tirreno e poiché era rivolta al sottoscritto ho chiesto al Direttore di ospitare la mia risposta con la speranza di chiarire alcuni punti importanti. A partire dai dati della Presidenza del Consiglio da lei stesso citati, che offrono un quadro oggettivo opposto a ciò che scrive, ovvero certificano che in Toscana il 68% dei residenti con età superiore a 80 anni ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino e il 27% ha ricevuto entrambe le dosi. Queste percentuali collocano la Toscana al decimo posto tra le Regioni italiane, esattamente a metà della graduatoria, e non agli ultimi posti come ancora troppo spesso sentiamo dire. La nostra media è coincidente con la media nazionale. Stiamo procedendo secondo la nostra tabella di marcia e confermo le tempistiche precedentemente annunciate: entro il 25 aprile tutti gli over 80 potenzialmente avranno ricevuto almeno la prima dose di vaccino. Ho spesso detto che non c’era nessun "caso Toscana" e lo ripeto anche a Lei, ma questa volta sono felice di poterlo dire con il supporto dei dati forniti direttamente dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha reso fruibili le informazioni del Governo con una operazione di trasparenza.
Per quanto riguarda le altre categorie la nostra Regione è da sempre tra le più virtuose, sempre nella parte alta della classifica. Nella fascia di età tra i 70 e i 79 anni la Toscana è addirittura seconda, ha iniziato la vaccinazione in prima dose del 31% dei residenti, mentre la media nazionale è il 19%. L’81% del nostro personale scolastico ha ricevuto la prima dose, mentre la media italiana è del 72%. Mentre per quanto riguarda operatori sanitari e ospiti delle Rsa siamo al 100% insieme a poche altre regioni. Quindi, le cinque tabelle diffuse dal Governo sono la migliore conferma del fatto che la nostra macchina vaccinale funziona, che la Toscana è stata tra le Regioni che si sono organizzate meglio e forse quella che, nell’attuale situazione di scarsità di vaccini, ha disperso meno le risorse disponibili.
Per quanto riguarda "la scelta di applicare un criterio di priorità corporativa diversamente dalle indicazioni nazionali che suggeriscono le fasce di età", come lei scrive, le vorrei dire che non è andata affatto così.
Come altre volte è stato detto le "Linee guida della campagna vaccinale" diramante dal Ministero sono più volte cambiate. Al 22 dicembre 2020 le "categorie prioritarie" da vaccinare erano: operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale Rsa. Solamente fuori dall’elenco si diceva che «con l’aumento delle dosi di vaccino disponibili si inizierà a sottoporre a vaccinazione tutte le categorie di cittadini attraverso una campagna su larga scala a partire dagli anziani e dalle persone con un elevato livello di fragilità». Era quindi implicito che quanto riportato fosse in ogni caso successivo alla vaccinazione delle due categorie prioritarie esplicitate.
Per intendersi, prioritario tutto il personale sociosanitario e Rsa, poi - con il massiccio arrivo delle dosi Pfitzer - gli anziani.
Il criterio delle fasce di età è stato ancora successivo.
Spesso riceviamo critiche, che prendo sempre in maniera costruttiva, come lo sfogo di chi è il terminale di un processo complicato. Voglio pensare che quando arrivano dai cittadini come lei siano un motivo per migliorare le procedure più complesse. --
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