Italia
La furia dei ristoratori: «Stufi di attendere, ora noi lavoriamo senza permesso»
Associazioni sul piede di guerra: «Rischiamo l’estinzione». Martedì scendono in piazza, quindici bus pronti per Roma
FIRENZE. «Basta stare chiusi. Le imprese cadono come birilli. Fateci riaprire». Ormai l’esasperazione è alle stelle. Ora pare proprio che la protesta del mondo del commercio e del turismo stia sfuggendo di mano e non riesca più a fare da valvola di sfogo al malcontento. Così i toni di Confcommercio Toscana e Ristoratori Toscana stanno diventando sempre più aspri. Della serie: non siamo noi gli untori della pandemia, o il governo Draghi fa riaprire negozi e ristoranti in tempi brevi o saranno negozi e ristoranti a riaprire da soli.
la protesta
Martedì prossimo 13 aprile è il D-day. Genova, Firenze, Roma, Napoli: sono previste mobilitazioni in mezza Italia per chiedere al governo di far ripartire il mondo del commercio e del turismo. Confcommercio Toscana organizza a Firenze una manifestazione alle 11 in via Cavour sotto il Palazzo della Prefettura, poi c’è un incontro con la prefetta Alessandra Guidi per spiegare le ragioni della protesta, mentre sono in programma altre manifestazioni in giro per l’Italia e una delegazione sarà ricevuta a Roma dal governo. Ristoratori Toscana, invece, si aggrega alle sigle Italian Hospitality Network, Roma più bella, Lupe Roma, Tutela nazionale imprese e dalla Toscana sono pronti 15 autobus per andare giù nella Capitale e partecipare alla manifestazione “Una volta, per tutti” del Circo Massimo.
RIAPRIAMO COMUNQUE «Non siamo più disposti ad aspettare. Questa è l’ultima campanella per il governo. Noi non ci stiamo a fare da capro espiatorio di una mala gestione della pandemia. Se Draghi non ci dà una prospettiva di ripartenza, noi il 1° maggio riapriamo i ristoranti». Il presidente di Fipe, la sezione ristoranti di Confcommercio, Aldo Cursano, più esplicito di così non potrebbe essere. Ha in mente la ripartenza della stagione estiva, la possibilità di tenere i clienti all’aperto, di ridare lavoro a un settore che non ha problemi a definire a rischio estinzione. «Lo dice l’Istat, non io. Un’impresa su tre dubita di sopravvivere alla pandemia. Nei centri storici una su due. E basta vedere come sono ridotte città d’arte come Firenze, Pisa, Lucca e Siena. Sono vuote perché non ci sono più turisti». Meno duro il direttore regionale di Confcommercio Franco Marinoni, ma il messaggio che lancia è lo stesso: «Vado alla Coop e vedo persone ammassate. Vado in piazza Sant’Ambrogio (a Firenze, ndr) e trovo gli assembramenti. I contagi aumentano ma noi siamo chiusi. È evidente che c’è qualcosa che non va. Il governo la vuole capire una volta per tutte che non sono negozi e ristoranti gli untori del pandemia? Ci faccia riaprire o lo situazione sfugge di mano a tutti».
15 bus a roma
Intanto Pasquale Naccari, presidente di Ristoratori Toscana e di Tutela nazionale imprese, prepara la partecipazione alla manifestazione “Una volta, per tutti” di Roma. Dalla Toscana si contano 15 autobus direzione Circo Massimo. Partecipano imprenditori e lavoratori del mondo Ho.Re.Ca, ambulanti, discoteche, tassisti, commercianti, lavanderie industriali e partite Iva. «Noi chiediamo la sospensione del Durc (il Documento unico di regolarità contributiva, ndr) – dice Naccari – e la creazione di voucher in periodi emergenziali come questo. Più la moratoria della legge Bersani per impedire la nascita di nuovi locali a tutela di quelli che già ci sono». —
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