Il Tirreno

Toscana

«Vendo vestiti con whatsapp. Mi basta solo per fare la spesa»

Samuele Bartolini
Tatiana Di Mambro
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Tatiana Di Mambro

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FIRENZE. «Questo vestitino a fiori ti sta proprio bene, sai. Fattelo prendere dalla mamma. Te lo dice la zia Tati». Vende vestiti per bambini la zia Tati. Fa l’ambulante, o per meglio dire, prima del Covid faceva l’ambulante ai mercati di Firenze ma ora è tutto chiuso, non si può più. Eppure la zia Tati non si è persa d’animo, tiene duro e ora passa il tempo a whatsappare ai clienti. Manda le foto dei vestitini alle mamme. Scambia due parole con le bimbe piccole... E via: vestitino venduto. Avanti un altro.

LA ZIA TATI RESISTE

«Il Covid io lo combatte così. Mi alzo ancora alle 5 la mattina per lavorare. Vado a prendere la merce dal grossista solo quando so che potrò venderla. Questo virus mi ha peggiorato la vita. Soffro di reflusso allo stomaco. Ma se non riesco a vendere i vestitini, poco male, li metto a mia figlia Lara. E vado avanti». La zia Tati – al secolo Tatiana Di Mambro, trentasettenne creativa ambulante del consiglio direttivo di Fiva (Federazione italiana venditori su area pubblica) Confcommercio Toscana e di Fiva nazionale – è una che resiste. Certo. L’anno scorso il Covid le ha portato via il 43% del fatturato. Ora i vestitini che riesce a vendere le permettono giusto di fare la spesa al supermercato. «Ma io sono abituata a tenere duro fin da piccola. Sono cresciuta a Roma nel quartiere Laurentino. Erano gli anni Ottanta e capitava che la mattina mi svegliavo e non c’era la colazione, ma mio babbo mi diceva: ce la faremo».

4. 000 IMPRESE CHIUSE

Tatiana Di Mambro in qualche modo prova a difendersi ma, se lo Stato non li fa riaprire, è tutta la categoria degli ambulanti che rischia di scomparire. Di Mambro mette in fila i numeri del disastro: «Il 30% ha già chiuso. Su quasi 13mila imprese, oltre 4mila non esistono più. Nel 2020 abbiamo perso una media del 50% di fatturato, con punte fino al 90% nel caso dei fieristi o di chi lavorava con i turisti. So di colleghi che si sono rivolti alla Caritas per mangiare, altri vanno avanti con la pensione dei genitori anziani».

E i ristori? «Chi ha perso più del 30% del fatturato ha avuto solo mille euro».

LA PROTESTA

«Fiere e sagre sono chiuse da un anno, i mercati settimanali e di quartiere in zona rossa sono aperti solo per l’alimentare. E in Toscana ci sono province rosse da oltre un mese. Se non moriamo di Covid moriamo di fame», dice il presidente degli ambulanti toscani di Fiva Confcommercio Rodolfo Raffaelli. Mentre il direttore regionale di Confcommercio Franco Marinoni invoca la riapertura: «Le condizioni ci sono tutte. I mercati si svolgono all’aperto, fanno il distanziamento, i percorsi obbligati». Se non verranno ascoltati, gli ambulanti scenderanno in piazza in tutte le città per occupare gli stalli dei mercati vuoti. —

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