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Ricoveri, ecco la situazione nei reparti Covid della Toscana. La Cgil: «Ospedali fiorentini allo stremo»

Samuele Bartolini
Ricoveri, ecco la situazione nei reparti Covid della Toscana. La Cgil: «Ospedali fiorentini allo stremo»

I numeri struttura per struttura. A Ponte a Niccheri pazienti lasciati per ore sulle barelle. Il sindacato: «Gli operatori sanitari tengono botta ma sono stressati. Molti hanno ferie arretrate dai 18 ai 25 giorni»

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C’è chi se la cava meglio coi posti letto Covid, come l’ospedale San Luca di Lucca, ma poi ha i posti di terapia intensiva tutti occupati e ha urgente bisogno di spazi nuovi. C’è chi, al contrario, ha i posti letto Covid messi meglio – il Lotti di Pontedera – ma i posti Covid pieni. E poi c’è l’emergenza dentro l’emergenza, come al Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri a Bagno a Ripoli, dove gli 80 posti letto Covid sono pieni, i sanitari ne stanno cercando altri 15 ma la notte tra il 31 marzo e il 1° aprile 15 pazienti sono stati costretti a rimanere in barella perché l’ospedale non sapeva dove metterli. La situazione non è al collasso, ma quasi. I ricoveri Covid stanno mettendo a dura prova gli ospedali toscani. Sono passati tredici mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria ma la terza ondata pare assomigliare tanto alla prima. Gli operatori sanitari sono stressati sia perché le ferie sono diventate un lusso sia perché, nonostante le assunzioni fatte, è ancora lunga la strada per recuperare un decennio di tagli alla sanità. Tanto che di nuovo in alcuni ospedali, soprattutto della costa nord, di nuovo mancano radiologi, ortopedici, chirurghi e anche medici di pronto soccorso.

ASL NORD OVEST

Gli ospedali da Massa Carrara all’Elba sono limite della saturazione. I numeri che l’Asl fornisce sullo stato di occupazione dei posti letto sono tutti da emergenza. Basta pensare, che a Livorno ci sono 7 posti Covid disponibili e che ne stanno liberando altri 27 ma – conferma l’Asl – saranno occupati nel giro di pochi giorni con pazienti in arrivo da molte zone della Toscana dove gli ospedali sono già “esauriti”.

A Cecina l’ospedale come dimensione è piccolo ma c’è il pieno o quasi, 23 posti letto Covid occupati su 24 e 4 posti di terapia intensiva tutti occupati. Anche il Versilia, a Lido di Camaiore, se la passa male: 12 posti di terapia intensiva sono tutti occupati e solo 8 posti liberi dei 112 posti letto Covid. Massa ha 10 posti di terapia intensiva occupati su 11, ma sui posti letto Covid respira.

A parti invertite risultano gli ospedali di Lucca e Pontedera: Lucca ha i 20 posti di terapia intensiva pieni, la seconda i 42 posti Covid pieni.

ASL CENTRO

È la Fp Cgil dell’Asl Centro (Firenze, Prato, Pistoia, Empoli) a tracciare il quadro: «All’ospedale di Ponte a Niccheri, i circa 80 posti letto Covid sono pieni, nei prossimi giorni se ne aggiungeranno 15. Ieri notte c’erano 15 pazienti in barella che aspettavano un posto letto; all'ospedale di Torregalli, che nei piani iniziali doveva essere “senza Covid”, si sono dovuti trovare 15 posti letto Covid in Medicina 1 e 35 posti letto di chirurgia sono stati trasformati in posti letto Covid; i pazienti in barella possono attendere fino a 24/48 ore per entrare in reparto». Inoltre – aggiunge la funzione pubblica della cgil – nell’ospedale di Santa Maria Nuova (26 posti Covid più 6 di rianimazione) le attese in barella sono di 24 ore nel reparto osservazione Covid, di 24/48 ore per il ricovero di pazienti no Covid».

ASL SUD EST

L’ospedale Misericordia di Grosseto (dato di ieri) per i posti letto Covid ancora respira: ne ha occupati 68 su 78, la terapia intensiva ha 17 posti occupati su 22. Più complicata la situazione all'ospedale San Donato di Arezzo dove sono occupati 104 posti Covid su 110, mentre 24 posti di terapia intensiva sono tutti pieni.

L'ALLARME DELLA CGIL

Valerio Musetti della Fp Cgil Asl Nord Ovest è preoccupato: «Gli operatori sanitari tengono botta ma sono stressati. Molti hanno ferie arretrate dai 18 ai 25 giorni. Per medici e infermieri le graduatorie alle quali attingere sono esaurite. In corsia mancano, tra gli altri, tecnici radiologi, medici del Pronto Soccorso, chirurghi e ortopedici». La Fp Cgil dell’Asl Centro aggiunge: «Gli ospedali fiorentini sono allo stremo. Serve un ulteriore sforzo da parte di Regione e Asl per attivare le misure straordinarie messe in opera durante la prima ondata, altrimenti la mancanza del personale potrebbe comportare gravi disservizi e disagi nella gestione di tutti i pazienti». —

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