Il presidio
Tirrenia: la società ai sindacati «salvataggio a rischio»
«Manca l'accordo con i commissari di Tirrenia As, con il benestare determinante del ministero, ad oggi non ancora pervenuto»
ROMA. Tirrenia - Compagnia Italiana di Navigazione scrive ai sindacati di settore per segnalare «una situazione di gravissima difficoltà che sta impedendo alla società, ed in conseguenza al Gruppo Onorato, di concludere le procedure» per garantire la continuità aziendale entro la data improrogabile del 29 marzo, lunedì prossimo.
La compagnia «ha concluso accordi preliminari con i propri creditori/fornitori (al 94%) per la ristrutturazione del debito» ma, scrive l'amministratore delegato Massimo Mura, «al fine di completare l'operazione di salvataggio della società, manca l'accordo con i commissari di Tirrenia As, con il benestare determinante del Mise, ad oggi non ancora pervenuto».
«Il mancato accordo con il supporto del Mise potrebbe mettere a serio rischio l'operazione di salvataggio, con le disastrose conseguenze per i lavoratori della Cin e del Gruppo Onorato, soprattutto alla luce dei positivi risultati ottenuti in quest'ultimo anno particolarmente difficile per la pandemia e la crisi economica diffusa in tanti settori, che non ha prodotto effetti negativi sul personale marittimo», avverte l'A.d.
E «ciò alla luce anche delle istanze presentate da Grimaldi per l'annullamento dei bandi di gara sulla continuità territoriale marittima sulla Sardegna all'interno delle quali, tra l'altro, attacca la clausola di salvaguardia». Tra i passaggi della lettera, la compagnia rileva che «se fosse impedita a portare avanti il percorso di risanamento economico, con l'aiuto della componente pubblica, tutto il personale della società e del gruppo avrebbe delle gravissime ripercussioni, con il fortissimo rischio della perdita del posto di lavoro».
Eppure, viene evidenziato, «la soluzione al problema è ormai alla portata con la firma dell'accordo di ristrutturazione da parte dei Commissari di Tirrenia AS, con il supporto e benestare del Mise, entro lunedì 29 marzo, improrogabilmente».
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