Il Tirreno

Toscana

CAMPAGNA VACCINALE

In Toscana vaccinato solo un ultraottantenne su cinque

Claudia Guarino
In Toscana vaccinato solo un ultraottantenne su cinque

Delle oltre 371mila dosi Pfizer somministrate finora, agli anziani più a rischio ne sono state iniettate circa 84mila. Peggio della Toscana fa solo la Sardegna

4 MINUTI DI LETTURA





«Non vedo l'ora che il dottore mi chiami per fare questo benedetto vaccino. Ma per ora niente convocazione». L’auspicio di Milvio Bottai, 81enne piombinese, è la speranza di tutti quegli ultraottantenni che, da circa un mese, stanno aspettando di essere convocati dal medico di famiglia per la somministrazione della dose Covid. A loro spetta il vaccino Pfizer e la Toscana – ammettono anche dalla Regione – è in ritardo rispetto al resto d'Italia. Sia perché a inizio campagna la maggior parte di dosi Pfizer è stata destinata ad altre categorie di persone sia perché, finora, la disponibilità di dosi è stata piuttosto scarsa. Fatto sta che la Toscana, secondo l’elaborazione dei dati del ministero della Salute e del commissario straordinario Covid effettuata dalla fondazione Gimbe, si trova al penultimo posto in Italia per vaccinazioni di over 80. Peggio di noi, solo la Sardegna.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.40051090:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.40051090:1652944712/image/image.jpg?f=libero&$p$f=4cc60c5]]

Ultraottantenni: vaccinato 1 su 5

A questo punto la speranza è che si realizzi quanto annunciato dal presidente della Regione Eugenio Giani: «completare la somministrazione della prima dose a tutti i 320mila over 80 entro il 25 aprile, per poi immunizzarli tutti entro la fine di maggio». Un obiettivo ambizioso, visto che a oggi risulta che la prima dose in Toscana sia stata somministrata al 21% degli aventi diritto.

Nel frattempo, consultando il sito della Regione, è possibile farsi un'idea di quante dosi di ogni tipologia di vaccino sono state somministrate e a quali categorie di persone. Le dosi di siero Pfizer iniettate fino a ieri sera, per esempio, sono 371.364, di cui 145.094 richiami. Oltre a medici, ospedalieri e non, a pediatri, infermieri e ospiti delle Rsa, il Pfizer è stato destinato anche a dirigenti medici (8.219 prime dosi), personale del comparto con ruolo amministrativo (3.573), personale con ruolo professionale e tecnico (2.752), dirigenti sanitari (1.074), dirigenti amministrativi (172) e dirigenti con ruolo professionale e tecnico (149). Questo, invece, il numero delle dosi di Pfizer che i medici di famiglia hanno somministrato ai pazienti over 80 fino a ieri: 75.312 prime iniezioni e 9.019 richiami (in Toscana ci sono circa 320mila ultraottantenni).

Ecco infine il numero di somministrazioni con Moderna e AstraZeneca.

I vaccini e le categorie

Il primo vaccino è stato utilizzato ad esempio per operatori e volontari del 118 e le prime dosi iniettate risultano 27.387. 101.268, invece, le dosi di AstraZeneca somministrate a insegnanti, poliziotti e avvocati sotto i 55 anni. «Dall'elaborazione Gimbe sulle vaccinazioni agli over 80 appare una situazione molto preoccupante – dice Stefano Mugnai, vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera – La nostra regione è penultima per il ciclo completo della vaccinazione. Solo il 5,1% degli over 80 ha effettuato il ciclo completo della vaccinazione e soltanto il 22,3% ha fatto la prima dose di vaccino. Ritengo grave questa situazione, anche perché l’incidenza della popolazione over 80 in Toscana è molto alta rispetto ad altre regioni. Il presidente Giani ha promesso la prima dose agli over 80 entro il 25 aprile. Lo speriamo tutti, ma c’è molto da lavorare».

Medici di famiglia

I medici di famiglia dicono di fare ciò che possono per far funzionare il sistema. Peraltro non senza difficoltà. Vuoi per la mole di lavoro che si trovano a gestire, vuoi per un portale online di prenotazione considerato spesso «molto complicato da utilizzare e piuttosto rigido nel funzionamento», dice il dottor Stefano Musi, medico di famiglia e coordinatore dell'aggregazione funzionale Val di Cornia nord, in provincia di Livorno. «Al momento stiamo procedendo a rilento nel vaccinare e questo genera scontento tra i nostri pazienti over 80. Ma non dipende da noi, ci arrivano poche dosi – spiega il dottor Marco Bolognesi, medico di famiglia rosignanese e coordinatore dell'aggregazione territoriale Val di Fine – Adesso dicono che nelle prossime settimane dovrebbe esserci maggiore disponibilità e se riuscissimo ad avere 24 dosi a settimana riusciremmo a finire per maggio. Vedremo».

Nel frattempo gli anziani continuano ad aspettano il loro turno, speranzosi di ricevere quella telefonata in tempi brevi. «Ancora non mi hanno chiamato – dice il cecinese Franco Rindi, commerciante di 82 anni – Il mio dottore dice che per ora mancano le dosi e che non sa dire quando potrà convocarmi. Ma nel momento in cui lo farà andrò subito». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera