Il Tirreno

Toscana

LA LETTERA ALLA REGIONE  

Giannelli, Cheli e gli 80enni vip contro la campagna vaccinale toscana

Cristiano Pellegrini
Emilio Giannelli e Enzo Cheli
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Emilio Giannelli e Enzo Cheli

Una denuncia dell'inefficienza della campagna vaccinale toscana per gli over 80. La firmano tra gli altri il vignettista Emilio Giannelli, lo storico Adriano Prosperi, il giurista Enzo Cheli

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Sono ottantenni. E con cervelli, penne, matite vivaci. Pungenti. C’è il vignettista (castigatore) Emilio Giannelli, lo storico Adriano Prosperi, il giurista Enzo Cheli, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale. Le loro firme, ma non solo le loro, spiccano in calce a una lettera la vetriolo che si sintetizza in una frase: «L’inefficienza produce morte».

Questo è un appello accorato, forte, un vero e proprio grido di allarme sulle modalità di attuazione della campagna di vaccinazione in corso in Toscana per gli over 80. Più che un appello, pare una denuncia. Scritta ispirandosi all’articolo 32 della Costituzione con cui la Repubblica, e le sue istituzioni sono chiamate alla tutela della salute «come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività». Una voce di protesta che non può passare inosservata perché a rivolgerla direttamente al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani sono stati, da Siena, una trentina fra letterati, politici e scienziati, ma prima di tutto cittadini ultraottantenni che hanno inviato le loro rimostranze anche all’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini e al ministro della Salute Roberto Speranza.

«Siamo cittadini toscani over 80 che, allarmati, vogliono evidenziare il grado di inefficienza della Regione nell’organizzare la vaccinazione di chi ha raggiunto la nostra età» si legge nella lettera fatta recapitare a palazzo Sacrati Strozzi, sede della Regione. L’appello, che è stato promosso dal letterato Giovanni Falaschi, già ordinario di Letteratura italiana all’università di Perugia, vede tra i firmatari nomi illustri come Cheli, appunto, il vignettista Giannelli, un pilastro della satira nazionale, l’ex sindaco di Siena ed ex vice presidente del Parlamento Europeo Roberto Barzanti, ma anche critici letterari quali Attilio Brilli e Romano Luperini fino a Livi Bacci. «La nostra – spiega Roberto Barzanti, tra i primi sottoscrittori dell’appello – è una protesta in nome del diritto alla salute di tutti i cittadini. Abbiamo voluto richiamare l’attenzione su un problema che noi stessi viviamo in prima persona ma ci siamo mossi in nome di tutti coloro che sono coinvolti in questa snervante e pericolosa attesa (della vaccinazione) provocata anche ma non solo, da una scelta magari fatta in buona fede ma sbagliata dalla Regione». Una scelta che si riferisce alle categorie di lavoratori e fasce di età alle quali è stata data la priorità nelle vaccinazioni. «Indubbiamente – prosegue Barzanti – ha pesato la scelta nel far somministrare il vaccino ai medici di famiglia: il trasporto del vaccino, la sua conservazione e l’inoculazione richiedono attrezzature per le quali gli studi dei medici di famiglia sono risultati essere perlopiù largamente inadatti. Sarebbe stato, perciò, giusto far vaccinare gli over 80 da altro personale sanitario».

Un quadro, quello emerso dalle vaccinazione in Toscana su cui si è deciso di accendere un faro. «Il 13 marzo – si legge nella lettera di protesta – si registrava che le vaccinazioni degli over 80 erano state in tutto 57 mila dall’inizio della pratica vaccinatoria: questo è il secondo dato peggiore in tutta l’Italia. Dalla stampa apprendiamo che arriveranno altre 26 mila dosi, ma poco meno di 10 mila di queste saranno destinate ai richiami. E i mai vaccinati?» ci si chiede nella lettera . Inoltre «quotidianamente – prosegue la missiva inviata alla Regione – aumenta in Italia il numero dei morti, e di essi poco più dei 4/5 sono over 80. Se la Regione avesse provveduto a vaccinare per primi gli over 80 dopo naturalmente le categorie a rischio, i numeri drammatici che si leggono sarebbero stati in calo anziché in aumento. Per questo motivo, ci rivolgiamo a voi amministratori – conclude la lettera – affinché provvediate con urgenza a quanto siete per legge obbligati a fare: preoccuparvi della categoria più a rischio, che è quella degli over 80». —

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