Il Tirreno

Toscana

l'editoriale

Tangenti a San Vincenzo: un sistema di potere inaccettabile

Stefano Tamburini
Le case che avvolgono il campanile
◗
Le case che avvolgono il campanile

L'editoriale. C’è il sempre più diffuso distacco dalla politica come servizio al cittadino per far posto al concetto di strumento per la perpetuazione del potere

5 MINUTI DI LETTURA





Prima ancora che di legalità, da qui in avanti è di etica, di opportunità, di amore per la cosa pubblica che bisognerà parlare. Di fronte a questa brutta storia di accuse di corruzione e di tangenti ambientata a San Vincenzo, non ci si può fermare alla lettura di un’ordinanza di arresti domiciliari per un sindaco e due imprenditori. Siamo ancora lontani dal processo di primo grado e il verdetto spetterà a un giudice, anzi a più giudici negli eventuali diversi passaggi del procedimento.

Ma una “sentenza” si può emettere fin da ora, basandosi sullo stato dei fatti, sul malcostume della commistione fra amministratori, imprenditori, potenziali controllori e controllati. È quel che accade nella bassa provincia di Livorno a scatenare la riflessione ma certo non si può negare che – specie nelle piccole e medie realtà – siano ormai all’ordine del giorno fin troppi intrecci perversi fra persone e ambienti che dovrebbero restare distanti.

Tutto ciò accade per una serie di motivi. Alcuni hanno radici prevalentemente sulla carenza di peso specifico della politica.

E come termine di paragone racconto un episodio avvenuto nello stesso Comune, San Vincenzo, verso la fine degli anni ’80. L’allora sindaco, Loriano Mencarelli, fu indagato e successivamente prosciolto a causa di una strada ritenuta abusiva a servizio di un cantiere edile. All’epoca ero un giovane cronista del Tirreno e fui spedito a parlare con quel sindaco proprio di questa tegola. Mi trovai di fronte a un uomo distrutto, affranto, che si vergognava di quell’avviso di garanzia, che giurava di aver fatto quel che avrebbe dovuto fare e nulla più. Mostrava carte e aveva le lacrime agli occhi. Alla fine dell’intervista mi chiese di accompagnarlo a Piombino, perché era atteso dall’allora segretario della Federazione del suo partito, il Pci, Valerio Caramassi. Un omone con i baffi e il sigaro alla Peppone che incuteva timore per quel che rappresentava ancor prima di quel che era fisicamente. Quel sindaco “aveva paura” del giudizio del suo partito (la stessa cosa sarebbe accaduta anche a un sindaco della Dc), perché per lui quella “sentenza” era importante quanto quella della magistratura.

Se portiamo quella vicenda al giorno d’oggi, c’è davvero un sindaco che possa temere il giudizio del suo partito quanto lo temesse allora Loriano Mencarelli? Difficile e comunque raro. Nel caso specifico della Val di Cornia, di fatto il Pd – partito di riferimento del primo cittadino appena finito agli arresti domiciliari – non esiste, dilaniato come è da anni e anni di guerre intestine che hanno fatto fuggire le energie migliori ancor prima degli elettori.

Poi, restando a livello generale, c’è il sempre più diffuso distacco dalla politica come servizio al cittadino per far posto al concetto di strumento per la perpetuazione del potere, del suo consolidamento. E la cosa purtroppo non riguarda solo San Vincenzo, dove peraltro questi soldi della dazione (o tangente) vengono accostati anche al partito del sindaco, il Pd.

Dopo di che ci sono i fattori ambientali, propri delle piccole comunità. A San Vincenzo, dunque, e anche in decine di altri paesi di queste dimensioni. In Romagna, ad esempio, nel primo decennio di questo millennio, mi sono imbattuto in primi cittadini eletti con plebisciti (70-75 per cento) ben distanti dalla forza dei partiti che li sostenevano, coalizioni in grado al massimo di arrivare al 40. Poi magari si scopriva che in quei comuni, a ridosso della tornata elettorale, c’erano state vagonate di condoni edilizi di verande e palazzi a due piani che a un certo punto sono diventati di tre. Oppure, stavolta dalle nostre parti, trovavi sindaci che avevano seguito l’iter della nascita di una infrastruttura privata nel loro territorio e poi, poco dopo la fine del mandato, diventavano presidenti della struttura appena realizzata. Nulla di formalmente vietato, certo non il massimo del buongusto.

Nel caso di San Vincenzo, però, qualcosa in più c’è da dire. Per decenni il concetto di eleganza dell’urbanistica ha lasciato a desiderare. Sono riusciti a far indagare perfino un parroco per via di alcune abitazioni fatte costruire a ridosso del campanile della chiesa principale del paese. E sono riusciti a realizzare abitazioni sulla collina della Piana, quelle che si vedono dalla Variante Aurelia arrivando da Campiglia, sopra la galleria a monte della cittadina. Una bruttura incommensurabile: all’epoca ci fu un’inchiesta dopo esposti su esposti. Anche quella finita su un binario morto.

La regolarità formale non salva però dalla percezione sostanziale di una realtà parallela, dove prima si fa quel che serve e poi si trova il modo di aggiustare le cose. La stessa percezione che si è avuta lo scorso 16 maggio, quando il sindaco finito ieri agli arresti domiciliari e i suoi assessori si sono messi a ballare nel bel mezzo di una festa organizzata sulla terrazza del palazzo comunale. L’evento era stato trasmesso in diretta sui canali social della Pro loco, per poi essere rimosso al mattino dopo. Il motivo? Si era ben prima dell’avvio della cosiddetta “fase due” dell’emergenza Covid e il distanziamento sociale non era stato rispettato.

La cosa in sé non è gravissima, o almeno non è grave quanto ciò che emerge dalle carte delle accuse che hanno portato il sindaco agli arresti domiciliari. Ma è il modo migliore per raccontare la distanza fra quel che dovrebbe essere un primo cittadino e ciò che purtroppo è. Una cosa di pochi, ma non così isolata, che danneggia prima di tutto quei sindaci che ancora interpretano il ruolo come dovrebbe fare un servitore del cittadino. Comunque vada a finire, dunque, questa inchiesta un merito ce l’ha. Quello di far emergere un sistema di potere inaccettabile sul piano etico. — 

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.40008328:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2021/03/10/news/tangenti-a-san-vincenzo-1.40008328]]

 RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web