Il presidio
Il tifo dell’Argentario che spinge Luna Rossa
Tutte le emozioni di Capitani e De Pirro: «Atmosfera incredibile, noi ci crediamo»
Per Marco Capitani sarà la seconda partecipazione alla Coppa America. E c’è un conto in sospeso con New Zealand da saldare. Il signore delle vele che arriva dall’Argentario è alla sua quarta spedizione dopo quelle del 2000, del 2003 e del 2007. E, in un certo senso, alla vigilia della sfida con i kiwi le analogie con la sua prima esperienza come sail designer ci sono tutte: in quel caso Luna Rossa vinse quella che allora si chiamava Luis Vuitton Cup, che permetteva l’accesso alla sfida finale contro il defender della Coppa America che, in quell’occasione, era ancora il team neozelandese, che poi si portò a casa il trofeo con un netto cinque a zero.
Capitani, l’esperienza è tanta ma l’emozione è sempre grande. Come sta vivendo questo periodo?
«L’esperienza della Coppa America è qualcosa di straordinario. Per chi fa il mio lavoro è l’obiettivo professionale più ambito. Faccio parte della più grande veleria del mondo che può contare nel suo staff su circa 100 disegnatori. Sono uno dei sette sail designer North Sails scelti dai quattro team di coppa e, come si può immaginare, è sicuramente qualcosa di speciale. Per un designer italiano, lavorare con Luna Rossa non ha paragoni. Io cerco di dare il massimo e disegnare vele sempre più veloci, divertirmi e continuare a imparare. Adesso che la barca sembra andare bene e il nostro pacchetto ci dà delle soddisfazioni, cerchiamo di goderci questo momento. Abbiamo lavorato duro per tre anni, tutto per queste regate».
Si parla tanto del lavoro che viene prima, ma cosa avviene durante i match race?
«Durante le gare io sono in una sala regia, dove riceviamo tutti i dati della barca e delle vele. È come una sorta di muretto della Formula 1. In tempo reale analizzo le forme delle vele e come vengono regolate. Finito il “warm up” e subito dopo la prima regata del giorno sono in contatto con il nostro mezzo assistenza, che passerà i risultati delle analisi e i miei suggerimenti alla barca. Siamo sempre alla ricerca della massima performance. Essendo concentrati su questo lavoro, diciamo che riusciamo a controllare le nostre emozioni, almeno in questa fase, ma appena abbiamo tagliato il traguardo dell’ultima regata che ci ha portato alla conquista della Prada Cup ho avuto un grande scarico di adrenalina. Questa è la mia quarta esperienza, ma la prima che faccio con mia moglie e mia figlia di otto anni. Sentire il loro calore e il loro tifo mi emoziona ogni giorno».
Come sta vivendo l’ambiente di Luna Rossa?
«Tutto il team è molto concentrato sulla ricerca e sull’ottimizzazione delle performance della barca. Lo sviluppo non finisce mai e con l’inizio delle regate tutto questo aumenta ancora di più, grazie al confronto che si potrà avere con gli avversari. Nel periodo di regata si intensifica molto il lavoro di progettazione, analisi e programmazione. C’è bisogno della massima concentrazione e lucidità da parte di tutto il team. Certo, dopo la vittoria contro Ineos non ci siamo fatti mancare i festeggiamenti per la conquista della Prada Cup. Circa tre settimane fa ho consegnato i disegni delle vele che useremo per la Coppa America. Finita la progettazione delle vele nuove mi dedico all’analisi e all’ottimizzazione del trim delle vele e in continuo contatto con l’equipaggio analizziamo ogni giornata di allenamento e di regata».
IL MAGO DEI MUSCOLI
Nel team di Luna Rossa un altro rappresentante dell’Argentario è pronto alla grande sfida con New Zealand. Stefano De Pirro (nella foto grande), come Marco Capitani, è originario di Porto Santo Stefano. È il fisioterapista di Luna Rossa, lui che aveva sviluppato la sua carriera nel tennis: l’ultimo atleta con cui aveva lavorato era il talentuoso canadese Denis Shapovalov. Muscoli diversi e strutture fisiche agli antipodi quelle dei velisti, soprattutto quei grinder che permettono di poter effettuare le manovre in tempi record. Ma lui si è calato subito nella realtà velica, addentrandosi in un mondo diverso ma affascinante come quello delle regate.
De Pirro, come sta vivendo l’esperienza di Luna Rossa?
«Questa sta diventando sempre di più una seconda famiglia per me, vivere le regate durante queste settimane è un fantastico mix di emozioni, è una grande esperienza. La partenza è sicuramente la parte più interessante del match race e una delle più importanti. Un cocktail di ansia e adrenalina, non solo perché può decidere l’esito della regata, ma anche perché le barche sono molto vicine tra loro e, a quelle velocità, può essere pericoloso».
Come sta vivendo la squadra e l’ambiente di Luna Rossa, sia prima che dopo le regate?
«Devo dire che c’è molta concentrazione. Sempre e in ogni occasione, anche dopo una vittoria, perché sappiamo che c’è molto lavoro da fare e alla fine dobbiamo mantenere la testa bassa e il focus sul nostro obiettivo. Per quanto riguarda la fisioterapia, la particolarità è che si basa su tanto recupero per chi scende in acqua. Adesso sono le fasi finali e le regate sono molto intense, avere i ragazzi in buone condizioni fisiche può fare la differenza. Quindi bisogna lavorare sulla loro muscolatura e sulle articolazioni prima e dopo le regate, ma anche dopo gli allenamenti, per evitare il rischio infortuni». Che emozione si prova nel vincere la Prada Cup e cosa si aspetta dalla sfida contro i neozelandesi?
«Il tifo che arriva dall’Italia e dall’Argentario si percepisce tantissimo e ci spinge a fare sempre meglio. Sto ricevendo tanti messaggi di sostegno, è un piacere immenso. Aver potuto rappresentare l’Italia è una delle cose che mi porterò dietro da questa esperienza. Aver vinto la Prada Cup è stata un’emozione grande e la Coppa America regalerà sensazioni ancora più grandi. Non vedo l’ora che inizi, regatare contro i kiwi sarà imperdibile». —
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