Monitoraggio dell'Iss: la Toscana ancora con dati da zona arancione, ma aumenta l'Rt
Ecco la bozza settimanale della Cabina di regia. L'Istituto di sanità avverte: "Innalzare misure su tutto il territorio nazionale"
Salgono i contagi in Italia e con loro anche l’Rt, ovvero l'indice di contagiosità. Si tingono di arancione anche Emilia Romagna, Campania e Molise, mentre Bolzano si conferma rossa. Resta gialla la Valle d’Aosta che sembrava avesse i numeri per entrare nel paradiso della fascia bianca dove tutto può riaprire.
E la Toscana? L'Rt medio dell'ultimo monitoraggio è di 1,2, contro l'1,1 della scorsa settimana. Dunque, la nostra regione si conferma in zona arancione, ma con un Rt in peggioramento che si avvicina alla soglia di 1,25, oltre la quale si finisce automaticamente in zona rossa. Sotto controllo per ora anche la situazione degli ospedali, dove secondo i dati Agenas la Toscana ha un'occupazione al 26% delle terapie intensive: il limite del 30% indica l'inizio della criticità.
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Con Campania, Emilia Romagna e Molise salgono a 8 le regioni dove da domenica saranno chiusi bar e ristoranti per tutta la giornata e sarà possibile spostarsi dal proprio comune solo per motivi di lavoro, salute e necessità.
Il monitoraggio settimanale del ministero della Salute fotografa una situazione in peggioramento in tutta Italia, dovuta soprattutto al diffondersi delle varianti del Covid, e gli esperti dell'Istituto superiore di Sanità tornano a ribadire la necessità di ridurre le interazioni tra i cittadini e innalzare le misure su tutto il territorio nazionale.
Un invito che già la settimana prossima potrebbe essere raccolto dal governo che sta valutando la possibilità di prorogare il divieto di spostamento tra le regioni fino al 5 marzo, data in cui scadrà il Dpcm attualmente in vigore. "Serve una drastica riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità, è fondamentale rimanere a casa il più possibile" dice l'Iss alla luce di un Rt ormai prossimo all'1 e in salita da tre settimane.
Le tre regioni vanno ad aggiungersi a Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria, Trento e Bolzano, che già da una settimana sono in arancione. Nessuna regione passa invece formalmente in rosso, anche se nelle zone dove è stata individuata una maggiore diffusione delle varianti sono già scattati lockdown locali, con ordinanze dei governatori. In zona rossa sono le province di Bolzano, Perugia, Pescara e Chieti e diversi comuni in Lombardia, Toscana, Molise, Lazio e Piemonte. Ma è probabile che gli interventi "tempestivi e aggressivi" a livello locale, come li definisce Rezza, andranno ad aumentare nei prossimi giorni, a partire dal Trentino che, con il Molise, ha l'Rt più alto in Italia. E sempre la circolazione delle varianti ha fatto sfumare il passaggio della prima regione in zona bianca: in Valle d'Aosta l'incidenza è tornata sopra 50 casi ogni 100mila abitanti e il rischio è salito da basso a moderato.
L'analisi degli esperti è ora sul tavolo del governo, atteso nei prossimi giorni da una serie di decisioni da prendere. Il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, che rilanciando una vecchia battaglia del governatore campano Vincenzo De Luca ha incassato l'appoggio di Toscana e Lombardia e la contrarietà della Liguria, ha annunciato di aver già chiesto ai ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini di valutare "restrizioni omogenee" per "respingere questa nuova ondata". In sostanza, misure da zona arancione ("non un lockdown come a marzo") uguali in tutto il Paese.
L'orientamento è quello di prorogare il divieto di spostamento tra le regioni - che scade il 25 febbraio, giovedì prossimo - proprio fino al 5 marzo in modo da avere più tempo per lavorare, anche con le regioni, ad un unico provvedimento che delineerà i nuovi interventi.
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