Riduzione in schiavitù e violenza sessuale, le accuse a Valdambrini
prato. Un anno fa le perquisizioni nella sua casa di Montemurlo e nella sua auto: computer e cellulari passati al setaccio della squadra mobile di Firenze. Poi a giugno è arrivato l’arresto. Ieri a Matteo Valdambrini, che si definiva “il vampiro”, è arrivato dalla procura di Firenze l’avviso di conclusione delle indagini. Le accuse per lui sono gravissime: aver soggiogato e ridotto in schiavitù almeno 13 ragazzi, tra cui anche minorenni, convincendoli di essere il diavolo e costringendoli ad avere rapporti sessuali con lui. I reati che gli sono contestati sono quelli di riduzione in schiavitù, violenza sessuale e pornografia minorile. Secondo la procura fiorentina lo studente di Montemurlo nel giro di un anno avrebbe creato una vera setta, usata per commettere abusi sessuali su almeno 13 giovani. Per gli investigatori della mobile e dello Sco (Servizio centrale operativo ) della polizia, avrebbe persuaso gli adepti di averli scelti per salvare il mondo. Per convincerli della sua sedicente superiorità e porli in uno stato di soggezione psicologica. Lo scopo: abusarne. Valdambrini, difeso nel procedimento dell'avvocato Sigfrido Fenyes, avrebbe anche elaborato un rituale di resurrezione, inscenando uno strangolamento da parte di un sodale, al termine del quale si rialzava da terra fingendo di rimettersi a posto il collo. Tutto è nato da una denuncia presentata alla polizia alla fine del 2019 da parte della madre di uno dei giovani, che si è rivolta all'Osservatorio nazionale abusi psicologici. Il figlio della donna e gli altri ragazzi sostenevano di essere stati sottoposti ad abusi sessuali durante un rito di iniziazione. —
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