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Trovati morti dopo un mese e mezzo: la madre uccisa dal cancro, i figli suicidi

Francesco Fondelli
Trovati morti dopo un mese e mezzo: la madre uccisa dal cancro, i figli suicidi

Figline Valdarno: i carabinieri devono, però, capire se il fratello abbia accoltellato la sorella prima di ammazzarsi

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Figline Valdarno. Una donna bussa con forza alla porta di un piccolo appartamento nel centro storico di Figline Valdarno, in provincia di Firenze. Da qualche giorno nel vicolo si è diffuso un cattivo odore. Prima cattivo, poi insopportabile. E i vicini di quella famiglia, che abita al numero 1 di Vicolo Guinelli, adesso vogliono capire, anche un po’ spazientiti, il motivo di tanto disagio. Prima di decidersi a bussare alla porta del primo piano, hanno atteso un bel po'. Per educazione, ma anche per un certo rispetto: i tre abitanti dell’appartamento fanno una vita molto riservata e non hanno allacciato rapporti con nessuno, fin da quando, un paio di anni fa, sono arrivati dal Venezuela. Ora sono morti. Tutti e tre: la madre per una malattia, sembra. I due figli per un suicidio. O per un omicidio-suicidio. Solo l’autopsia sui corpi in avanzato stato di decomposizione chiarirà il mistero.

Un mistero triste, legato alla vita riservata condotta da questa famiglia. Stefano Cinquini, il parrucchiere del vicino salone “Smile”, quella volta che Francesca Del Bianco Giovannelli (la figlia), insieme alla madre Luigia Teresa Etteri, si erano affidati alle sue cure, aveva provato a chiedere il motivo della loro presenza a Figline. Ma subito l’argomento era stato abbandonato.

Anche Svetlana, la sorridente barista dell’Eden, la torrefazione che si trova a pochi metri dal vicolo Guinelli, non era riuscita ad allacciare un minimo di rapporto con Francesca e il fratello Massimo: «Addirittura credevo che fossero una coppia di fidanzati le rare volte che capitavano qui a prendere una birra. Solo dopo ho capito che erano fratello e sorella». Insomma, gente cortese, certamente gentile, ma che manteneva le distanze con tutti. Anche per via di quell’accento non fiorentino: «Sicuramente un accento del nord Italia, specialmente la mamma» ricordano i vicini.

Ecco perché i residenti di vicolo Guinelli esitano non poco prima di disturbare la famiglia. Ma ora che i colpi alla porta si sono fatti più insistenti, il silenzio che rimbalza nel vicolo è sempre più inquietante. Alla fine qualcuno avvisa la polizia municipale. Così ieri mattina alle 11.45 gli agenti arrivano accompagnati dai vigili del fuoco. E l’ennesimo silenzio che giunge dall’appartamento, convince la polizia municipale a forzare l’ingresso: la porta d’ingresso appare è chiusa a doppia mandata, dall’interno.

La scena che vedono i vigili del fuoco, appena entrati, fa capire subito che in casa è successo qualcosa di grave. E di certo non a causa del metano o del monossido di carbonio. Le stanze dell’appartamento sono disseminate di cadaveri in avanzato stato di putrefazione. La presenza di un coltello, e del sangue per terra, aggrava il quadro già drammatico della morte dei fratelli e della loro madre.

Tocca quindi ai Carabinieri della Scientifica cercare di capire che cosa sia accaduto a quella famiglia riservata e silenziosa: «L’ultima volta che li ho visti era il 10 novembre - ricorda la barista Svetalana - io pensavo che fossero tornati in Sud America». Invece no. Dopo alcune ore di lavoro gli investigatori riescono a risolvere gran parte del mistero apparente: il decesso delle tre persone risale a circa un mese e mezzo fa. La prima a morire è stata probabilmente la madre, malata di cancro. Luigia Teresa Etteri, 77 anni, era rientrata in Italia nel 2018, forse proprio per tentare una cura contro il tumore. È probabile che la morte della madre abbia gettato nello sconforto i figli, anche perché la pensione della donna era forse l’unica forma di sostentamento della famiglia. Il figlio, Massimo, 51 anni, era rientrato in Italia già nel 2008 ma era rimasto senza lavoro. Anche la sorella Francesca, 46 anni, non era riuscita a trovare un’occupazione. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, i due figli, dopo aver ingerito una massiccia dose di medicinali si sono tolti la vita utilizzando un coltello (che è sotto sequestro). Un punto non è ancora chiaro: non si sa se i due fratelli abbiano scelto entrambi il suicidio, o se invece sia stato Massimo a uccidere Francesca e poi si sia tolto la vita. —

(Ha collaborato  Matteo Leoni)

 

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