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L’albero di Natale dei calzini spaiati, a volte si ritrovano
L’idea di Alessio, pizzaiolo di 39 anni: ce n’è uno dentro ciascuno di noi
«Dove vanno a finire i calzini quando perdono i loro vicini? Dove vanno a finire beati? Perduti con quelli spaiati. Quelli a righe mischiati con quelli a pois. Dove vanno nessuno lo sa». Il testo della canzone di Vinicio Capossela è l’unica introduzione possibile alla storia che stiamo per raccontare. Una storia che nasce a Marsiliana, piccolo borgo del comune di Manciano, in provincia di Grosseto dove i calzini spaiati non sono finiti nel Paradiso, come quelli perduti dal cantautore irpino, ma su un albero di Natale.
L’idea è venuta a un pizzaiolo di 39 anni, Alessio Fanciulli, che ha deciso di aprire i cassetti dei comò di casa sua e delle case degli abitanti del borgo per metterli tutti insieme. Un sogno, questo, che l’uomo che coltivava da qualche tempo ma che negli anni passati non era mai riuscito a concretizzare.
Quest’anno, però, ha deciso che il suo albero di Natale sarebbe stato l’albero dei calzini spaiati: una volta presa la decisione, è andato in un vivaio e ha comprato un abete alto circa due metri che ha piantato vicino alla sua pizzeria, Il Gingillacchero di Marsiliana e ha lanciato l’appello ai suoi concittadini. Convinto che anche loro, come lui, avessero i cassetti pieni di calzini solitari. «Portateci i vostri calzini scompagnati», ha scritto. Quello dei calzini che perdono il loro compagno è un mistero che sembra non avere soluzione: coppie di calzini si separano non appena si apre l’oblò della lavatrice e - per citare di nuovo Capossela - dove vadano a finire, nessuno lo sa. Chi mette a fare la lavatrice giura e spergiura di averli inseriti nel cestello a coppie, però, di fatto, a ciclo di lavaggio concluso, spesso se ne ritrova soltanto uno. Non esistono lavatrici mangia calzini, eppure molti di questi non fanno più ritorno nei cassetti. Alcuni hanno rinunciato a capire quale sia la loro fine: c’è chi si disfa del calzino solitario e chi invece, coraggioso come un guerriero, li calza ai piedi scompagnati, senza guardare troppo alla forma.
Insomma, si formano così nuove coppie, diverse fra loro ma che possono ancora adempiere alla loro funzione e percorrere insieme - è proprio il caso di dirlo - un tratto di cammino.
Dietro l’albero di Natale di Alessio, pizzaiolo da 20 anni, c’è però un messaggio che va ben oltre la semplice perdita di un calzino. «C’è un calzino scompagnato dentro ognuno di noi che non va buttato via ma va condiviso - dice -. In questo modo tutti insieme creiamo qualcosa di speciale». L’appello del trentanovenne è, quindi, alla condivisione in un momento in cui condividere, a causa del Covid 19, sembra essere diventata la cosa più difficile al mondo. L’idea di Alessio è stata subito sposata da sua moglie che, come ogni madre, ha una collezione di calzini scompagnati, e, soprattutto, dai suoi genitori, Lorena Stagnaro, 60 anni, e Leopoldo Fanciulli, che di anni ne ha 66. Sono stati loro ad aiutare il figlio a decorare l’albero. «Ho pensato che per appenderli - spiega Lorena - avrei potuto usare dei collant». E infatti, la donna ha tirato le vecchie calze come se fossero dei fili per tendere i panni e, con una spillatrice, ha fissato i calzini al filo. L’abete è diventato così un’esplosione di colori: rosa, blu, a pois, grigi, calzini da maschio, da femmina. Il tocco di classe è il puntale. «L’idea del puntale è di mio marito - aggiunge Lorena - un calzino rosso, bucato, come nelle migliori tradizioni».
Ma come in ogni storia che si rispetti, soprattutto in questo periodo, l’albero di Alessio è riuscito subito a compiere il miracolo di Natale. «Una bambina insieme al fratello - dice il pizzaiolo - ci ha portato alcuni dei loro calzini e si è subito accorta che due di quelli che erano stati già messi sull’albero erano compagni. Un messaggio di speranza anche questo. Quando tutto sembra essere perso per sempre - conclude Alessio - accade qualcosa di imprevisto che torna a darti la speranza. Due calzini che erano ormai dati per scompagnati da tempo, si sono ricongiunti a pochi centimetri l’uno dall’altro». I calzini che stanno arrivando alla pizzeria sono moltissimi. Quelli che non troveranno posto sull’albero finiranno appesi lì vicino a formare delle decorazioni. Con l’augurio che anche gli spaiati, allontanati in questo momento da virus, si ritrovino insieme. --© RIPRODUZIONE RISERVATA
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