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Il regalo di Natale della Bekaert ai dipendenti: 176 licenziamenti

La sede dell'azienda, a Figline Valdarno
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La sede dell'azienda, a Figline Valdarno

Giani: "Decisione gravissima". Nardella: "Schiaffo alle famiglie". Mazzeo: "Non adesso, stiamo lavorando alla soluzione". Mugnai: "Non è stato fatto nulla in due anni"

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FIGLINE VALDARNO. Tutti a casa. Il regalo di Natale della Bekaert ai propri dipendenti è l'apertura della procedura per 176 licenziamenti.

"In ragione della prossima conclusione del periodo di cassa integrazione e non potendosi ancora prevedere soluzioni certe per tutti i lavoratori - si legge in una nota dell'azienda - , la società si trova nella necessità di avviare la procedura di licenziamento collettivo. Da oltre due anni, col supporto di un advisor specializzato e in stretta collaborazione con istituzioni e sindacati, Bekaert sta ponendo in essere tutte le azioni e gli interventi indicati nell'accordo siglato il 2 ottobre 2018 presso il Ministero dello sviluppo economico, finalizzati a dare continuità occupazionale ai lavoratori dopo la cessazione delle attività produttive avvenuta il primo gennaio 2019. Sono stati raggiunti risultati positivi in ​​termini di ricollocamenti, ma l'intensa attività di promozione e ricerca di possibili investitori finalizzata alla reindustrializzazione del sito, portata avanti anche nel 2020, pure con tutte le difficoltà, rallentamenti e limitazioni date dall’emergenza epidemiologica, non hanno ancora portato alla sottoscrizione di alcun accordo vincolante in grado di assicurare l'occupazione dei 176 lavoratori rimanenti".
 
Quindi, secondo l'azienda, l'unica soluzione è licenziare. "Non essendo allo stato disponibili ulteriori ammortizzatori sociali ed essendo prevedibile che il sito di Figline si troverà ancora in una situazione di eccedenza occupazionale al 9 marzo 2021, Bekaert ha avviato oggi, come già previsto nei precedenti accordi e cioè in tempo utile rispetto alla scadenza del trattamento di integrazione salariale, la nuova procedura di licenziamento collettivo per il personale che sarà ancora in forze a tale data. In ogni caso, anche durante il periodo di durata della procedura, la aocietà continuerà a porre in essere tutte le azioni e gli interventi precedentemente concordati con i sindacati e le istituzioni, finalizzati alla reindustrializzazione del sito ed al ricollocamento dei lavoratori. Nella prossima riunione di aggiornamento presso il ministero verrà condiviso lo stato di avanzamento delle azioni intraprese e delle opportunità emerse, con l’auspicio che si possa arrivare in tempi stretti ad una chiara dichiarazione di impegno da parte dei potenziali investitori".
 
Le reazioni
 
Il presidente della Regione Eugenio Giani parla di "una decisione inopportuna, gravissima e intempestiva. Capiamo la logica procedurale dei 75 giorni dal termine degli ammortizzatori sociali - spiega - ma serve anche un clima giusto per trovare la soluzione finale a cui stiamo già lavorando". Giani ricorda che "da anni si attendono decisioni per la reindustrializzazione del sito", mentre "la proroga degli ammortizzatori resta essenziale per evitare una decisione che condanna il presente e il futuro di così tante famiglie".
 
Per il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo: “E' particolarmente grave l'atteggiamento dell'azienda che ha fatto scattare la procedura di licenziamento verso i 176 lavoratori della Bekaert, perché avviene nonostante siano state avviate da parte della Regione varie azioni per definire, anche col ministero del lavoro, le possibili soluzioni. Di certo però questo gesto unilaterale ora deve avere una risposta dalle istituzioni. La prima è salvaguardare il salario dei lavoratori e il reddito delle loro famiglie attraverso tutti i possibili ammortizzatori sociali attivabili. Poi, però, serve che si velocizzi la ricerca di risposte anche per l'avvenire produttivo della fabbrica e occupazionale dei lavoratori. Per questo credo che sia non più rinviabile un tavolo nazionale a cui assieme ai rapprsentanti dei dipendenti e a quelli dell'azienda siedano anche il governo nazionale e la Regione Toscana”.
 
“La prima visita istituzionale che ho fatto da presidente – ricorda Mazzeo- è stata proprio alla Bekaert, e non semplicemente per portare la solidarietà e vicinanza mia e di tutto il consiglio regionale a chi sta lottando per salvare il proprio lavoro, ma soprattutto perché ritengo, e oggi ne sono ancora più convinto, che quella sia una vertenza emblematica sia di ciò che non si deve più fare sia di ciò che dobbiamo fare. Non possiamo più permettere che la concorrenza sleale e al ribasso in termini di salari e diritti dall'estero, magari anche dentro la nostra stessa Ue, porti via produzioni e occupazione dal nostro territorio. E nello stesso tempo dobbiamo rendere la Toscana ancora di più terra attraente per nuovi investimenti e nuovi investitori. Una necessità resa ancora più impellente dalla crisi economica innestata dalla pandemia. La politica italiana di fronte al Covid è stata unita nel dichiarare che né una azienda né un posto di lavoro dovranno andare perduti. Ora è il tempo di mantenere quell'impegno”.
 
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In una nota congiunta il sindaco di Firenze Dario Nardella e i parlamentari del Partito Democratico eletti in Toscana, Dario Parrini, Luca Lotti, Caterina Bini, Laura Cantini e Filippo Sensi, scrivono: "La decisione della Bekaert di licenziare a Natale 176 lavoratori è uno schiaffo inaccettabile alle famiglie dei dipendenti, al territorio toscano, alle sue istituzioni e all'impegno del governo. Una decisione irresponsabile su cui chiediamo all'esecutivo di mettere in campo subito ogni sforzo per scongiurare un esito drammatico che impoverisce la capacità di impresa in Toscana e mette in ginocchio centinaia e centinaia di persone. Non se ne esce abbandonando, scappando, ma facendosi carico, oggi, come nelle settimane che verranno, della vita e del lavoro delle persone: l'azienda ritiri immediatamente la procedura di licenziamento".
 
Valerio Fabiani, consigliere delegato al lavoro del presidente della Regione Toscana, scrive che "Bekaert sa che c'è un lavoro in corso per dare certezze ai lavoratori e una nuova prospettiva industriale al sito: fare precipitare la situazione è un errore".  Fabiani ha espresso "formale richiesta al Governo di dare seguito all'impegno assunto giorni fa di convocare rapidamente il tavolo nazionale per Bekaert", impegno di cui "lo stesso Fabiani aveva ricevuto direttamente dal Mise e di cui aveva dato notizia pubblica", spiega la Regione. "Per quanto sia nota - aggiunge il consigliere delegato - la tempistica della scadenza della cosiddetta cassa Covid, ci saremmo aspettati cautela e correttezza prima di riavviare la procedura per i licenziamenti collettivi, visto l'annuncio dell'imminente convocazione del tavolo". 
 
Infine Stefano Mugnai, vice presidente del gruppo Forza Italia alla Camera. "Purtroppo sulla Bekaert avevo ragione. La multinazionale è inqualificabile, ma chi ha avuto negli ultimi mesi responsabilità di governo, a vari livelliiIstituzionali, non ha fatto quanto avrebbe dovuto. La politica ha il dovere di saper individuare le priorità: e quei 176 lavoratori sono da sempre una priorità. Sono 2 anni che questa situazione va avanti. Nessuno può permettersi di raccontarci che non era prevedibile adesso questo esito drammatico".
 
"E' da molto tempo - prosegue -, anche in questi ultimi giorni, che noi di Forza Italia e le sigle sindacali  chiedevamo un interessamento forte delle istituzioni locali e nazionali sulla vita di oltre 170 famiglie. Si è parlato per settimane di convocare un tavolo nazionale Regione-Governo per arrivare ad una soluzione, ma nulla è stato fatto. Restano a questo punto solo le parole al vento, del consigliere per il lavoro del presidente Giani, Valerio Fabiani, che dichiarò giorni fa: La Regione è in contatto con il Governo, e con il Mise, per cercare una soluzione alla vertenza che riguarda i 170 operai. Possibile che dal 2 ottobre del 2018 , con l' accordo siglato presso il Mise da Bekaert, fino ad oggi non sia stato possibile evitare il peggio? Credo che nella vita come in politica, volere è potere. Da parte nostra come Forza Italia agiremo per cercare ogni strada utile per fermare i licenziamenti. Una decisione folle quella dell'azienda belga, se vista all'interno di un quadro economico e sociale cos complicato come l'attuale nel nostro Paese".
 

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