Il Tirreno

Toscana

Coronavirus, Giani: "Abbiamo numeri da zona gialla, ecco quando potrebbe scattare"

Coronavirus, Giani: "Abbiamo numeri da zona gialla, ecco quando potrebbe scattare"

Il governatore si affida alla possibilità della Cabina di regia di non aspettare i 14 giorni per il cambio di colore

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. La Toscana zona gialla da domenica 13 dicembre. È la speranza, basata sull'andamento del contagio in Toscana, che Eugenio Giani ha espresso in tv alla trasmissione Tagadà, su La7. Una possibilità che potrebbe nascere dopo il nuovo decreto in arrivo il prossimo 4 dicembre. "Quando il Comitato tecnico scientifico si riunirà giovedì prossimo (10 dicembre, ndr) - dice Giani -  se si prenderanno in considerazione le ultime due settimane saremo in zona gialla".

Il Consiglio dei ministri, infatti, ha dato il via libera a una revisione del regolamento che consentirebbe alle regioni di non aspettare 14 giorni per slittare di colore. La nuova norma reciterebbe così: "L’accertamento della permanenza per 14 giorni in un livello o scenario di rischio inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive, comporta l’applicazione delle misure relative allo scenario immediatamente inferiore per un ulteriore periodo di 14 giorni, salva la possibilità, per la Cabina di regia, istituita dal Ministro della salute ai fini della valutazione dei livelli e degli scenari di rischio territoriali, di ridurre tale ultimo termine". Dunque, la Cabina di regia potrebbe ridurre di una settimana la permanenza della Toscana in zona arancione. Zona arancione che scattererà sabato 5 (spera Giani) o domenica 6.

Sul divieto di spostamento fra comuni nelle giornate dei prossimi 25 e 26 dicembre, e Capodanno, che dovrebbe essere inserito nel prossimo Dpcm, "Giani dice: "Se questa misura deve servire per mantenere ancora quel giusto livello di mobilità, ne prenderemo atto, nell'interesse della salute di tutti".
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera