Il presidio
«Mps in Unicredit dramma per l’economia locale»
L'appello: "Si evitino scelte affrettate che compromettano l'attività della banca"
FIRENZE. «Rivolgiamo un appello, alla responsabilità del Governo e del Parlamento, alle istituzioni regionali e locali, alla collettività toscana tutta affinché si operi per evitare scelte frettolose e sbagliate che possano compromettere l’attività ed il futuro del Monte dei Paschi di Siena». La federazione toscana dell’Anc (Associazione nazionale commercialisti) è preoccupata per l’ipotesi dello scorporo di Unicredit Europa da Unicredit Italia e la conseguente acquisizione da parte di quest’ultima di Monte dei Paschi. Ipotesi che, secondo i professionisti, sarebbe dannosa per Siena e per la Toscana.
«I professionisti – scrivono – sono al servizio delle imprese e svolgono funzioni importanti nei confronti dello Stato; possiamo definirci, senza presunzione, come il “tessuto connettivo” dell’economia, della quale viviamo l’andamento e ne costruiamo, insieme alle imprese, il futuro. Per questo diciamo che l’operazione di incorporazione di Mps da parte di Unicredit sarebbe un’operazione sbagliata, dalle conseguenze sociali drammatiche sul lavoro e sul piccolo risparmio, devastante nell’impatto con l’economia locale. Ci sfugge anche il senso che assumerebbe l’ulteriore intervento dello Stato, che non sarebbe teso a ricostruire le condizioni di redditività della banca, ad assegnarle un ruolo a sostegno dell’economia, in particolare del centro Italia e del mezzogiorno, con una mission utile allo Stato, all’economia, a tutela del risparmio e dell’occupazione, ma solo e drammaticamente teso a costruire le condizioni di massima utilità per l’acquirente». I professionisti toscani credono che il mantenimento di una realtà radicata sul territorio come Mps sia fondamentale perché è un istituto che negli anni ha sempre dimostrato un attaccamento al proprio territorio e alla clientela, creando valore aggiunto e importante volano economico di sviluppo imprenditoriale ma anche sociale.
«Nel tempo Mps ha selezionato con cura i propri dirigenti, che dopo avere effettuato anni di lavoro sul campo, hanno avuto esperienze reali concrete, individuato e selezionando i business che l’hanno fatta grande assieme a tutte le attività economiche a lei vicine. Oggi il ministero dell’Economia deve prendere atto delle buone cose fatte dalla banca e non limitarsi agli ultimi anni di vita della stessa, deve investire in una banca diversa, ma con gli stessi principi che le hanno consentito nel tempo di raggiungere ottimi risultati. Crediamo che sia indispensabile avere ancora la possibilità di svolgere il proprio lavoro sul territorio: così la banca aiuterebbe a superare le problematiche della pandemia, evitando il licenziamento di persone capaci». Così «I professionisti ribadiscono l’impegno a operare per un reale rilancio di Mps, attraverso una presenza pubblica che sappia esserne motrice, con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio di professionalità e competenze presenti nella più antica Banca italiana, a partire dal mantenimento del nome e della presenza a Siena, in Toscana e sull’intero territorio nazionale». —
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