Verso lo stop alle attività programmate negli ospedali di Firenze, Prato e Pistoia
Solo Careggi resterà escluso dal provvedimento. Il direttore dell'Asl Toscana centro: "Questione di giorni, costretti a farlo per liberare posti letto per il Covid". I Comuni si preparano a chiudere le piazze
FIRENZE. "Stiamo per fermare tutte le attività programmate, è questione di giorni". Lo afferma Paolo Morello Marchese, direttore generale dell'Asl Toscana centro. Il provvedimento, spiega, riguarderà tutti gli ospedali dell'azienda sanitaria, competente per le province di Firenze, Prato e Pistoia (tranne Careggi, Azienda ospedaliero universitaria a se stante), e ha lo scopo di liberare posti letto per fronteggiare l'emergenza Covid: oggi, il bollettino della Regione registra altri 53 decessi, più 2.507 nuovi casi, e altri 50 ricoveri che in totale sono 1.874 di cui 246 in terapia intensiva (4 in più). Resteranno garantiti gli interventi di chirurgia oncologica, quelli per patologie tempo dipendenti come infarto e ictus, e le urgenze.
Intanto alcuni Comuni, nel primo giorno della Toscana in fascia arancione, pensano o hanno già preso misure ulteriori per far fronte alla pandemia. Firenze sta pensando di limitare gli accessi in alcune sue piazze, Empoli potrebbe chiudere piazza della Vittoria mentre Livorno ha già disposto di "interdire" l'accesso ai "moletti" nel fine settimana e Monsummano ha detto stop alle passeggiate nei parchi e nei giardini pubblici. "Oggi abbiamo fatto il Cosp col prefetto. Per questo fine settimana abbiamo deciso di applicare le regole previste dalla fascia arancione quindi la chiusura di bar e ristoranti. Se per le cose vanno male e vediamo che i comportamenti non cambiano allora io proporrò di limitare l'ingresso alle piazze del centro di Firenze", le parole del sindaco di Firenze Dario Nardella.
Sul fronte tamponi, è di oggi la notizia dell'intesa affinché i pediatri di famiglia possano fare i test antigenici rapidi, nel proprio studio, ai contatti stretti asintomatici, individuati dal pediatra stesso oppure individuati e segnalati dal dipartimento di prevenzione, oppure ai casi sospetti. Il governatore Eugenio Giani ha poi firmato l'ordinanza che consente alle guardie mediche di effettuare tamponi antigenici rapidi, nei propri studi e in locali e strutture messi a disposizione delle Asl, sui contatti al termine della quarantena e sui casi sospetti di avere avuto un contatto stretto.
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