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Toscana

Fulgencio condannato a 59 anni per (presunto) colpo di Stato

D.R.
Fulgencio condannato a 59 anni per (presunto) colpo di Stato

L’ingegnere laureatosi in Toscana e giudicato con un processo definito “una farsa” da oltre 18 mesi non ha contatti con la famiglia 

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La storia

Il sogno di un lavoro, seppur temporaneo, trasformato in una sorta di condanna a vita. È quella che nel giugno del 2018 è stata inflitta a Fulgencio Obiang Esono, ingegnere cinquantenne residente a Pisa dal 1988, rapito a Lomé (capitale del Togo), dove nel settembre di due anni fa è stato attirato da un'offerta di lavoro rivelatasi poi una trappola. Il professionista era entrato nel mirino del regime della Guinea Equatoriale in quanto ritenuto uno dei finanziatori e degli organizzatori di un presunto colpo di Stato contro il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo che detiene il potere da oltre 40 anni. Dopo più di 6 mesi di detenzione nel carcere di Black Beach, ritenuta la prigione più disumana al mondo, l'ingegnere è stato condannato a 58 anni e 10 mesi di reclusione al termine di un maxi processo, in gran parte andato in onda su una tv nazionale, che ha coinvolto oltre 130 imputati ritenuti a vario titolo coinvolti nella presunta azione sovversiva che avrebbe dovuto rovesciare il potere dittatoriale la notte di Natale del 2017. Mai concretizzatasi, non è stata nemmeno accertata l'eventuale organizzazione. Il professionista laureato all'università di Pisa è stato accusato di tradimento e di presunti crimini contro il Capo dello Stato. Per ogni addebito, è stata inflitta una pena di 29 anni e 5 mesi. Dopo il processo, ritenuto una “farsa” dagli oppositori del regime, il professionista è stato trasferito nel carcere di Bata, dove si troverebbe da un anno e mezzo. Il regime ha impedito anche alla famiglia qualsiasi tipo di contatto. —

D.R.



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