Il Tirreno

Toscana

I nuovi divieti in vigore da domani 

La Toscana è “gialla”. I negozi restano aperti, i bimbi vanno a scuola

Ilaria Bonuccelli
La Toscana è “gialla”. I negozi restano aperti, i bimbi vanno a scuola

Ma c’è l’invito a non andare a trovare amici e parenti a casa. Giani: «Non prevediamo zone rosse all’interno della regione» 

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Di giorno si potrà continuare a fare (quasi) tutto. Andare dal parrucchiere. Andare a scuola, a meno di non essere studenti delle superiori o universitari (matricole a parte). Di casa potranno uscire tutti, anziani compresi, ma solo fino alle 22. Dalle 22 alle 5 del mattino potrà circolare solo per motivi di lavoro, studio, salute o emergenza perché la Toscana ha il bollino Covid-19 di allerta “gialla”. Ci sono voluti 4 giorni perché il governo riuscisse a classificare la regione come area da allerta moderata, lasciando nell’incertezza 3,7 milioni di persone. Alla fine, comunque, ce l’ha fatta.

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Ora si sa che con un “isolamento leggero” - dice il presidente della Regione, Eugenio Giani - il contagio si dovrebbe tenere sotto controllo. Anche grazie alle iniziative che la Regione sta mettendo in piedi, dagli ospedali di emergenza coronavirus all’accordo coi medici di famiglia per i tamponi veloci e la cura a domicilio degli assistiti per intercettare prima possibile eventuali contagiati. «Per far entrare in vigore i nuovi divieti - evidenzia Giani - non ci sarà bisogno di mie ordinanze: le disposizioni entreranno in vigore domani in modo automatico con il decreto del governo». Che non prevede neppure una regione verde in Italia, perché non ci sono zone a rischio zero. Nella Toscana gialla, dunque, scatta la didattica a distanza in tutte le superiori «ma resta la frequenza dalle scuole dell’infanzia alle medie. I negozi possono continuare a restare aperti con orario ordinario (fino alle 20). I pubblici esercizi, invece, fino alle 18». Compreso il fine settimana, quando i supermercati resteranno aperti. Così fino al 3 dicembre. Tanto durerà anche il coprifuoco alle 22: da quell’ora per circolare sarà necessaria l’autodichiarazione (pubblichiamo il modello a pagina 5) come in primavera. In compenso, però, non sarà vietato spostarsi fra comuni né fra province. Ma si consiglia di non andare a trovare gli amici. Neppure di giorno. Come si consiglia di prendere poco anche i mezzi pubblici: la capienza, infatti, sui bus da domani è ridotta del 50%.

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«Il divieto di spostamento fra Comuni o province riguarda le regioni in fascia rossa» ricorda Giani. Oppure in zone rosse che possono essere istituite anche nelle regioni in fascia gialla o arancione: «Esiste la possibilità - conferma il governatore - ma le zone rosse limitate a una città, a una provincia, devono essere istituite dal ministro della Salute, sentito il presidente della Regione. A oggi non abbiamo richieste in questo senso». Lo stesso presidente del consiglio, Giuseppe Conte, conferma che la possibilità è contemplata nel dpcm «ma è bene che scatti quando ricorrano le condizioni. Abbiamo pensato un sistema gestito a livello regionale». Insomma - fa capire il premier - ci devono essere motivi gravi per istituire zone rosse dentro regioni di altri colori. Piuttosto Conte si augura che le Regioni lavorino per raggiungere parametri che consentano di ridurre il livello di allerta e passare da una fascia all’altra. Il “salto” deve poi essere autorizzato dal ministero della Salute se i miglioramenti dei parametri restano stabili per almeno 14 giorni. La Toscana inizia a lavorarci: oggi l’accordo coi medici di base. Poi le centrali per tracciare i contatti dei positivi e gli ospedali di emergenza. —


 

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