Il sindaco di Firenze: «Le piazze “illegali” unite dalla bandiera della violenza: sono solo pericolose»
Il sindaco Nardella contro la falsa manifestazione di protesta che ha devastato Firenze con scontri, atti vandalici e molotov
Ci sono piazze «democratiche» e piazze «illegali». Nelle prime - dice il sindaco di Firenze, Dario Nardella - si protesta e si scende a difendere i propri diritti. Nelle seconde, ci si attrezza per commettere atti di violenza. Firenze è una città che vuole solo le prime piazze. Per questo si era battuto contro la manifestazione programmata venerdì sera in piazza Duomo. L’ha identificata subito come un pretesto per il disordine. Per la confusione. L’innesco sbagliato, su un disagio giustificato. Che - ammette - non può essere ignorato. Soprattutto in previsione di un «2021 che sarà duro. Soprattutto dal punto di vista sociale».
Sindaco, dica la verità: perché era contrario alla manifestazione di venerdì?
«Perché temevo che andasse a finire come è andata a finire. Era una manifestazione non autorizzata e promossa da soggetti anonimi, analoga a manifestazioni violente che si sono tenute in altre città italiane prima che da noi ( Torino, Napoli) con forme anche abbastanza simili. Per questo ero anche abbastanza preoccupato. E non ero da solo: condividevamo le mie preoccupazioni la prefetta Laura Lega e molte forze cittadine. Credo, comunque, che alla fine ci nostri appelli a non partecipare siano serviti almeno a scoraggiare una massa di malintenzionati che avrebbe potuto essere superiore a quella che si è presentata».
In piazza si è presentata una massa eterogenea - destra, anarchici, estrema sinistra, non classificati: si sono offesi e litigati anche fra loro. Ma un collante li ha tenuti insieme. La rabbia contro la situazione attuale.
«Credo che sia fondamentale distinguere fra due piazze. Ci sono le piazze democratiche che hanno manifestato in tutta Italia: sono quelle dei ristorati, degli imprenditori, degli uomini dello spettacolo, dei riders (i fattorini). Queste sono le piazze del dissenso democratico che vanno ascoltate. Poi ci sono le piazze illegali che nulla hanno a che vedere con la sofferenza del Paese che sono unite da una sola bandiera, la bandiera della violenza. Queste vanno combattute con tutti i mezzi perché sono nemiche delle prime: sono pericolose e non meritano alcuna comprensione».
La piazza democratica, però, non può essere ignorata. Quale risposta si sente di dare a ristoratori, artigiani, imprenditori, lavoratori dello spettacolo?
«A queste piazze democratiche dobbiamo un comportamento chiaro, articolato in quattro azioni chiare:
1) ascoltarle sempre. È nelle corde dei sindaci ascoltare anche quando non possiamo fare nulla perché molti di questi mondi si sentono abbandonati e ignorati;
2) raccontare la verità, anche se è impopolare e difficile. C’è poco da fare: il virus sta crescendo velocemente e sta diventando sempre più pericoloso. Non sono tanto i morti di questa seconda ondata della pandemia che spaventano, ma il collasso degli ospedali. Ogni 100 positivi oggi abbiamo 5 sintomatici; i sintomatici quasi sempre vengono ricoverati. A questi ritmi è inevitabile che mandiamo in tilt gli ospedali; 3) coinvolgere. Anche le scelte più dolorose se le affrontiamo tutti insieme, sembrano meno pesanti. Meglio perdere un giorno prima di firmare un dpcm, che far calare dall’alto decisioni vissute come ingiuste; 4) garantire aiuti economici. Se non c’è altra via d’uscita che la chiusura, bisogna essere, chiari e veloci nel dare aiuti economici.
Quali aiuti economici il Comune di Firenze è (stato) in grado di garantire?
«Noi abbiamo già approvato un piano di aiuti fiscali da 40 milioni: abbiano azzerato la Tari per tutto la durata del lockdown; abbiamo azzerato la Cosap (suolo pubblico) fino a fine anno; abbiamo decurtato della metà la quota Imu sugli immobili commerciali a chi ha ridotto di almeno un 30% l’affitto per 6 mesi. E per gli ultimi due mesi dell’anno abbiamo aggiunto 1,5 milioni contributi alle piccole e medie imprese che erogheremo nell’arco di un mese e mezzo. Capisco Firenze abbia un bilancio più robusto rispetto ad altri Comuni toscani e ammetto che se non fosse stato per l’impegno del ministro alle finanze Gualtieri oggi saremmo al disavanzo: invece con i decreti Rilancio e Agosto il governo ha ripianato le nostre entrate come quelle degli altri Comuni».
Ma sono misure insufficienti ad affrontare la crisi che incombe.
«Ci aspetta un 2021 di lacrime e sangue. E le misure dei decreti riguardano invece solo il 2020. Bisognerebbe che il governo cominciasse già a pensare a misure straordinarie per il 2021, anche perché gli effetti del Recovery fund che in Toscana farà sentire i suoi tanti benefici non prima di qualche anno».
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