Dpcm, tovaglie a terra in piazza Duomo: la protesta dei ristoratori a Firenze. C'è anche Giani - Video
Più di 300 operatori del settore, provenienti da tutta la Toscana, hanno manifestato in piazza Duomo davanti alla sede della Presidenza della Regione
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FIRENZE. Anche a Firenze il mondo della ristorazione, dagli chef ai sommelier, scende in piazza per la mobilitazione nazionale di Fipe-Confcommercio: più di 300 operatori del settore, provenienti da tutta la Toscana, hanno manifestato in piazza Duomo davanti alla sede della Presidenza della Regione, seduti a terra, intorno a tovaglie apparecchiate con piatti, bicchieri e posate .
In piazza anche il governatore Eugenio Giani e il sindaco di Firenze Dario Nardella. "Chiediamo di poter lavorare, altrimenti questo un lockdown mascherato", ha detto il direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni, aprendo la manifestazione.
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"Quest'ultimo Dpcm ha decretato la nostra morte: in una regione come la Toscana, la prima a eliminare la pena di morte, oggi noi chiediamo che ci venga restituita la vita con qualche provvedimento che il decreto prevede a livello regionale". Lo ha afferma Aldo Cursano, presidente di Fipe-Confcommercio Toscana e vicepresidente vicario dell'associazione a livello nazionale. "Non possiamo - aggiunge - assistere da testimoni impotenti mentre le nostre imprese, le nostre vite, le nostre storie, i nostri sacrifici rischiano di essere buttate alle ortiche. Difenderemo il nostro lavoro in un modo deciso, corretto, con tutte le figure professionali che lavorano nel nostro settore: e lo faremo consapevoli che i nostri loghi sono luoghi sani, sicuri, e lo abbiamo dimostrato durante tutta l'estate"
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In piazza anche il governatore della Toscana, Eugenio Giuani. "Occorre responsabilità e considerazione per i titolari di bar, ristoranti, taxi, palestre e quant’altro toccati dalle restrizioni del DPCM. Se l’andamento epidemiologico dovesse migliorare, nei prossimi giorni, sarò il primo a impegnarmi per modificare le misure che sospendono la ristorazione dopo le ore 18. Chi manifesta ha diritto di lavorare e garantire un servizio sicuro ai consumatori con senso costruttivo e di civiltà, come hanno appena fatto davanti la sede della Regione: sono lavoratrici e lavoratori, professionisti e imprenditori a cui va il massimo rispetto e sostegno. Non condivido chi, in questi giorni, per esprimere la propria posizione ha manifestato con violenza e sfruttato le proteste per fini che niente hanno a che vedere con la tutela delle categorie colpite. Con l’obiettivo di evitare situazioni simili, il Governo assicuri subito un supporto economico immediato alle imprese colpite attuando il decreto ristoro di 5,6 miliardi approvato stanotte. E noi tutti continuiamo a impegnarci per arrestare la diffusione del contagio".
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