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Toscana

INVIATO AD ASSISI

Gualtieri: «Nel 2021 taglieremo le tasse e basta con la cassa integrazione gratis»

Alessandro Barbera
Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ad Assisi per l'incontro al “Cortile di Francesco”
Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ad Assisi per l'incontro al “Cortile di Francesco”

Il ministro: «Dal Mes risparmi per 5,5 miliardi in 15 anni. Il voto regionale? Sono le Politiche a decidere le sorti del governo»

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L’anno prossimo ridurrete le tasse? E lo farete anche grazie ai fondi europei? La risposta è sì, ma dirlo apertamente nell’ora del voto suona facile. Più dell’intelligenza degli elettori sono in gioco gli equilibri nella maggioranza e con i partner europei. Dopo averla spuntata a luglio a Bruxelles, il governo giallorosso attende l’esito delle urne per misurare i rapporti di forza e sapere chi darà la linea fra Pd e Cinque Stelle. Roberto Gualtieri – intervistato ad Assisi da Massimo Giannini, direttore de La Stampa – ammette che la strada è lunga: «Sul Recovery Fund non siamo in ritardo, solo la Francia ha già presentato un piano con numeri precisi. Non vorrei deludere nessuno, ma il Next Generation Eu (il piano post-Covid, ndr) ancora non esiste». È vero: i progetti nazionali verranno vagliati dal primo gennaio. Palazzo Chigi ha messo le mani avanti con le linee guida, un modo per sperare nella clemenza degli elettori ancora per qualche mese. Il 28 o il 29 settembre – anticipa Gualtieri – il governo presenterà la nota di aggiornamento dei conti pubblici. Di lì in poi le risposte dovranno farsi precise.

Primo problema: chiedere a Bruxelles di tagliare l’Irpef con il Recovery non si può. «Non sarebbe un bel segnale finanziare riduzioni strutturali con fondi che finiscono nel 2026». Ma se l’Italia fa le riforme, i soldi europei possono servire a ridurre comunque la pressione fiscale. Il ministro del Tesoro fa un esempio: l’incentivo fiscale ai pagamenti elettronici, su cui l’Italia è molto indietro. Per questa ragione – dice Gualtieri – nel 2021 «proseguiremo sulla strada della riduzione delle tasse sul lavoro e l’impresa». Il ministro non può dirlo, ma una delle concessioni già garantite all’Italia è di usare il Recovery per la decontribuzione a tempo delle assunzioni. Secondo problema: il Mes. Che senso ha attendere i soldi del Recovery (nella migliore delle ipotesi primavera) se nel frattempo possiamo ottenere 36 miliardi a tasso quasi zero dal fondo Salva-Stati? Gualtieri annuisce a Giannini: «In effetti potremmo risparmiare 5,5 miliardi in 15 anni. Buttali via…». E ancora: non potremmo risparmiare qualche miliardo togliendo di mezzo Quota 100, la norma che permette a troppi dipendenti pubblici di andare a riposo con 64 anni e 36 di contributi? «Introdurla non è stata una scelta saggia. La sperimentazione scade nel 2021, stiamo discutendo coi sindacati come evitare l’ennesimo scalone previdenziale». E cosa accadrà al reddito dei tanti che sopravvivono con la cassa integrazione? «Nel 2021 non ci potrà essere il sussidio gratis per tutti». Gualtieri ammette che il welfare pubblico è un colabrodo, soprattutto quando chiamato a trovare un lavoro a giovani, donne, cinquantenni bisognosi di riqualificazione professionale. «La parte più deficitaria del reddito di cittadinanza è nelle politiche attive. I centri per l’impiego dovrebbero essere un luogo da frequentare abitualmente». Ogni riferimento alla gestione fallimentare dell’Anpal di Mimmo Parisi, voluto da Luigi Di Maio, non è casuale. I problemi nella maggioranza sono troppi, la coalizione sembra tenuta in vita dal dono della insostituibilità. «Che accadrà nel caso in cui il voto andasse male? », chiede Giannini. «Sono elezioni regionali, importanti per i cittadini delle Regioni. Ciò che decide le sorti del governo sono le politiche». Resta da capire se il Conte 2 sarà in grado di sopravvivere ad un 6-1 tennistico. Gualtieri scruta l’orizzonte di Assisi sperando in un’imperscrutabile protezione dal peggio. —

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