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Povero Silvio, in campagna dal San Raffaele
È doveroso, innanzitutto, fare i migliori auguri a Berlusconi, combattente in politica e nella vita, che l’insidioso Covid costringe, in piena campagna elettorale, al San Raffaele di Milano. Condizioni delicate, ma temperate - informano le cronache - dal comfort del sesto piano del padiglione Diamante: suite di 300 metri quadri, nove stanze, tre bagni, con parrucchiere, estetista e massaggiatore a disposizione.Per un personaggio che calca la scena, si sa, il privato è pubblico.
Lo stesso Berlusconi, del resto, non ha mai nascosto i suoi acciacchi, un po’ per trasparenza, un po’ per la convinzione che apparire "normale" paga. Così, fin dall’intervento alla prostata nel 1997, la cronaca elenca - trapianti di capelli e lifting a parte - molti accidenti e altrettanti ricoveri: lo svenimento sul palco di Montecatini (2006); la statuina in faccia dopo un comizio in piazza Duomo (2009); il malore a Roma mentre parla ai fan (2013); l’uveite (2014); la sostituzione di una valvola aortica (2016); una contusione da caduta a Zagabria e un’occlusione intestinale (2019), fino al Covid, galeotto fu l’abbraccio con Briatore o forse quello con la figlia, chissà.Stavolta il caso vuole che il perfido virus abbia colpito tra due scadenze molto significative.
Il ricovero è arrivato all’indomani di una sentenza della Corte di giustizia europea che ha liberato Vincent Bolloré e la sua Vivendi dai vincoli della legge Gasparri mettendolo in condizione, se vuole, di scalare Mediaset; e consente a Mediaset, se vuole, di partecipare alla battaglia per la rete unica di Tim, dove gli stessi francesi siedono in posizione importante. È la nuova guerra per le telecomunicazioni, e il Cavaliere è in campo. Ma da un letto d’ospedale.Berlusconi, poi, è entrato al San Raffaele alla vigilia della manifestazione, oggi a Roma, dei negazionisti del Covid.
E il modo in cui sta affrontando la malattia finirà inevitabilmente per pesare sulla campagna elettorale che i manifestanti di oggi hanno voluto condurre proprio buttando via le mascherine. Berlusconi, invece, ha parlato di «una malattia insidiosa di cui non ho mai negato l’importanza né i rischi che comporta, e la conseguente necessità di misure rigorose di tutela della salute pubblica». Dissociandosi così di nuovo e definitivamente dalla chiassata romana e dai suoi sostenitori: Salvini, Meloni, i neofascisti.Non è questa l’unica frontiera che oggi separa B. dai suoi alleati: oltre al Covid, c’è per esempio il dissenso sul taglio dei parlamentari e il sì deciso all’utilizzo dei soldi del Mes, per citare due appuntamenti dai quali dipenderanno le sorti di Conte dopo le regionali del 20 settembre.
Che peraltro segneranno anche i destini della destra, tuttora sospesa tra moderati e sovranisti: che cosa resterà di Forza Italia? E quali saranno dopo i reali rapporti di forza tra gli amici-nemici Salvini e Meloni? Per ora Silvio può chiederselo solo dalla suite del San Raffaele. Auguri. Per tutto.
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